giovedì 11 febbraio 2010

Apprendimento corsaro: arrrrrgh!



Piccoli utonti crescono 2.0+: Il video al piano di sopra (che spero funzioni) è la colonna sonora del pezzo in cui si parla, liberamente, di pirati e tesori. Ma che bella cosa il web interattivo (q.c.s)!.
I pirati di cui devo parlare sono quelli di Roberto Provana (e sono particolarmente istruiti. Arrrgh! Stavolta si parla de L’apprendimento corsaro.
L’idea di base è drammaticamente semplice, a livello della trama di Avatarpocahontascorretto: in una società sempre più veloce liquida e blablabla in cui le distanze si accorciano sempre di più e blabla la multimedialità, i social network etcetc in cui è sempre più difficile restare al passo coi tempi e sopravvivere nella superfetazione delle informazioni e blablabla c’è da cambiare mentalità (PREMESSA OVVIA) da cui scende la RISPOSTA OVVIA: conviene che diventiamo flessibili (ma non a livello di lavoro flessibile, con paga flessibilmente tendente allo stage gratuito, per vivere in una casa flessibile IkeaFlex, con una famiglia flessibile) nell’apprendimento. [fine del rumoredifondocorsivo della società ipermoderna blabla].

Prima elaborazione possibile dopo tutto questo: il libro è un elogio del multitasking e delle capacità offerte dalla rete? No, quello è un altro libro ancora e prima o poi ne parlerò.
La proposta è questa: si tratta di cambiare mentalità e di - con un piccolo neologismo che Roberto ha approvato (già: potete scrivergli e farà di tutto per rispondervi a aiutarvi!) - corsarizzarci. Questo perché l’apprendimento corsaro è la capacità di apprendere ovunque, sempre e in qualsiasi situazione. Ora vediamo qual è il percorso di apprendimento.

Col primo capitolo – via test – scopriamo quali sono e come funzionano i nostri profili di apprendimento e di memoria (auditivo, visivo e sensoriale). A questo punto ci viene detto come rendere l’ambiente più favorevole all’apprendimento, come concentrarsi e migliorare la memoria.
L’idea è quella di servirsi di tutte le modalità e far lavorare entrambi gli emisferi celebrali. Per concentrarsi viene presentato il metodo delle mappe grafiche concettuali che funziona più o meno così. Si scribacchia al centro di un foglio il key issue della nostra ricerca e poi si fanno un po’ di freccine/righe (non quelle di Kate Moss, Morgan, "Mitch!" "icché?" o del principe delle olive) che diramano all’esterno. Si prova poi a riempire ogni freccia con un concetto legato al termine di partenza. Una volta scritto si ritorna al centro e si parte per l’altro ramo etc etc. In questo modo dovremmo visualizzare meglio l’articolazione di un problema, tema o concetto e anche la nostra mente dovrebbe imparare a tornare al centro del key issue.

A livello di tecniche mnemoniche ci viene suggerito un comodo alfabeto numerico con cui trasformare i numeri in parole su cui costruire immagini e narrazioni per immagini per poterli poi ricordare. Questa tecnica, su cui forse sarà il caso di tornare, può poi essere usata per concretizzare termini astratti (via immagini) o ricordare i cognomi (ah! La fisionomica).
Vale anche il processo inverso: se uno è portato per i numeri si può usare l’alfabeto come termine di conversione nell’altra via, anche se questo è più ambiguo. L’alfabeto infatti viene compattato sulle 10 cifre e alla stessa cifra possono corrispondere più suoni, nonostante la corrispondenza abbia un senso.
Per concludere la parte sulle tecniche troviamo una sezione sulla lettura veloce con parecchi esercizi e una su come prendere appunti. Mh, visto che parlo spesso di libri e scrivo post troppo lunghi dovrò tornare anche su questo.

La secondo parte invece è dedicata a metodi e strategie. I concetti che devono passare sono pochi e si spera noti: un po’ di roba sull’imparare a far domande, cercarsi fonti competenti, impostare l’apprendimento in termini di risoluzione di problemi (mh, già, anche in questo libro il sapere non è niente se non diventa saper fare. Succede quando il target è rappresentato soprattutto quadri aziendali e responsabili marketing), addirittura automotivarsi (cosa di cui pare ci sia un superbisogno, basta vedere la sezione self-improvement delle librerie angolofone negli aeroporti), trovare una nicchia di competenze e blablabla.
La parte più innovativa e corsara è quella sull’apprendimento on the road. Qui ci sono dei conti utili che aiutano a valutare i tempi morti nelle proprie giornate: non solo la tv ma anche i 15 minuti per andare a scuola a piedi o i 40 per prendere treno e metro, quantificati poi in giorni e ore effettivamente utilizzabili per fare qualcosa di più attivo. Val la pena darci un’occhiata. Come riempirli? Audiolibri e corsi di lingua sembrano una buona cosa. Se poi siete maniaci potete stare in treno, fare lettura veloce di un saggio inchiesta mainstream (La casta va benissimo) mentre ascoltate un corso di lingua fatto usando come lingua di insegnamento un’altra lingua straniera che padroneggiate meglio, ad esempio l’inglese come ponte per lo spagnolo.
Anche i podcast o altro materiale che le università mettono a disposizione si presta benissimo., date un occhio a quanto fa il MIT open course ware. Pure cambiare le routine pare che serva – tipo lavarsi i denti con l’altra mano – il fine è far sì che tutto lo gnegnero lavori, anche se suona un po’ marzulliano... “con che piede scendi dal letto i giorni pari”? Però sono spunti su cui lavorare, e prima o poi vi dirò che ho scoperto su tecniche di lettura e PNL.

Bene. Che dire del libro? Interessante soprattutto quando si passa dall’enunciazione del buon proposito all’illustrazione su come metterlo in pratica, abbastanza scontato da altre parti. Utili gli esercizi, buona la spiegazione dell’alfabeto numerico.
Disarmante la bibliografia, del tutto assente. (Sollecitando Roberto ho ottenuto una bibliografia che è adesso è sul sito e forse, in occasione della ristampa, verrà inclusa nel libro). Non aspettatevi comunque super informazioni alla Gladwell, Buchanan o Gleick... di certo qui non vi si dirà di Bruno, Lullo e la mnemotecnica però, l'ho già detto, probabilmente per il target del libro è sufficiente leggere questo manuale e provare a tirarne fuori il massimo. Una volta finito avranno bilanci e campagne da lanciare, chi ha tempo di leggere?

Di rimandi accademici non c’è molto, ma forse è un buon esercizio corsaro andare a caccia.
Ultima cose: qui trovate il dodecalogo della conoscenza corsara. Qui invece una recensione del libro del Prof. Secondo Giacobbi – bellissimo che la recensione sia "secondo"… chissà come lo presenterebbe Del Debbio a secondo voi riassumendo le sue posizioni… vabbè, niente pensieri impuri su giochi di parole e papere di ingombranti figuri – “psicologo e didatta”.

E anche per 'sta volta è fatta. La prossima volta passerò a questioni di diritto, in particolare quello (o meno) di registrare le lezioni. Poi sarà il caso di passare a Gladwell e soci e anche a storie di attivisti. Alla prossima!

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3 commenti:

  1. sarò corsaresco:
    - a proposito di mappe mentali, fai un salto su xmind.com, lo uso ogni tanto con buoni risultati
    - l'apprendimento on the road mi ha letteralmente cambiato la vita, è quello che mi ha consentito di essere pronto per il "change my life" project del 2007 www.canyouchangemylife.com/changemylife_case.pdf
    - grazie per il link al MIT, sembra esserci molta robbba interessante
    - sono interessato ai concetti di: imparare a far domande e impostare l'apprendimento in termini di risoluzione dei problemi - hai altro di interessante da aggiungere al riguardo?
    - attendo con ansia di leggere di Gladwell (di cui, da buon corsaro, ho goduto più volte in conferenze a new york ma non ho ancora letto i suoi libri che ho casa) e soci, e con molta ansia attendo le storie di attivisti.

    grazie ^___^

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  2. sembra tutto molto interessante anche se sono scettico sul PNL e il "massimizzare i tempi". Come diceva il buon Locke per usare bene il tempo devi perderne metà. Il sovraccarico non funziona, altrimenti basterebbe secchiare le 72 ore precedenti l'esame.
    Ma forse la mia è una critica ingenuotta, anche perché di ciò che parli so poco. Attendo come Dario "le storie di attivisti".

    Keep it up.

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  3. su PNL condivido lo scetticismo, per il sovraccarico mh, penso che sia un sovraccarico costante ma differenziato (del tipo: non tutti i principia in un giorno ma in un mese fai il 50% dell'opera omnia di russell. No, ok, esagero).
    @ Dario: invidia per Gladwell! tanta! per le domande, beh, mi scombussoli i piani e sono in periodo di sconvolgimenti. Lo terrò comunque presente. Chissà se anche Roberto passerà da queste parti a dire la sua...

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