lunedì 22 febbraio 2010

Google AdWords e la pubblicità per attivisti

Iniziamo con gli strumenti per gli attivisti. Devo però partire con attivisti che hanno un minimo di budget da investire: per quanto il servizio sia gratis, un po’ di gruzzolo serve. Sto parlando di google AdWords, un comodo programmino per farsi pubblicità online su blog, siti, forum e qualsiasi altra cosa. Per parlare di come sfruttare questo strumento di marketing c’è una comoda guida che si trova qui.
Avviso importante: il libro di marketing con Adwords è a sua volta il prodotto di una strategia di marketing nel senso che vogliono farvi finire sul sito di chi ha scritto la guida e farvi comprare il loro programma per individuare le parole chiave. Io ve l’ho detto, prendeteci le misure.

Il programma funziona così: voi selezionate delle parole chiave che c’entrino con la vostra attività, con quello che volete promuovere, le vostre idee etc, serviranno per trovare il giusto target per i vostri messaggi. A questo punto dovete scrivere il vostro annuncio e indicare un indirizzo web dove far capitare le persone che, interessate, clickeranno il vostro annuncio. Google piazzerà gli annunci sui siti che – ricorrendo a AdSense mostrano i suoi annunci – il cui contenuto è correlato alle parole che avete inserito.
Tutto gira intorno alle parole chiave scelte: la guida spiega come cercarle e vi suggerisce di usare il loro prodotto. Per chi non vuole comprarlo c’è sempre il keyworld tool di google per farvi un’idea di come stanno le cose, poi si lavora di fantastia.

Ok, ma quand’è che si paga? Sono le keywords a deciderlo: dipende da quanta competizione c’è nel mercato, da quanto la parola è specifica o ricercata. Sta infatti a voi stabilire quanto pagare per ogni volta che un utente legge il vostro annuncio e lo clikka, andando a finire sul vostro sito (ovviamente potete settare un tetto massimo a quanto volete spendere al giorno, quanto avete finito la cifra google la smetterà di mostrare i vostri annunci).

Resta da vedere se la cosa conviene o meno: di certo un gruppo di attivisti o un movimento che si fa pubblicità online lo fa per espandere il suo seguito e diffondere il proprio messaggio. Difficile che sul sito si venda qualcosa con cui coprire le spese della campagna o, almeno, più difficile che con usi di adwords puramente commerciali (se vendete tecnologia online potete pagare qualche euro per ogni click, tanto quello che vendete costa anche più di cento volte quello che spendete per far pubblicità).

Una cosa però mi sembra assodata. Il target è abbastanza specifico: vi rivolgete a attivisti o persone impegnate, critiche in cerca di informazioni. Se clikkano non dovrebbe essere per sbaglio: arrivano sul vostro sito e leggono la pagina di destinazione. Se gliene date la possibilità, forse si iscriveranno alla vostra mailing list o al vostro forum e parteciperanno.
Inoltre, V-day, No B-day (e relativi movimenti) per non parlare di flashmob, giornata del libro e combattimento di cuscini sono stati organizzati tutti col web come arma. Forse è una cosa da prendere in considerazione.
Tornerò su questo dopo aver parlato di Gladwell che, diavolo, a ogni post diventa più utile.

P.s. già delirio sognante: Adsense, il pizza-ware di attivissimo, le licenze creative... Nell'ottica di siti o blog con lettori fissi e fedeli ne potrebbe venir fuori un, non dico nuovo, ma un diverso modello editoriale per produrre contenuti dinamici (q.c.v.d.) che hanno problemi a finire sulla carta stampata. Il sostentamento parziale dell'autore è affidato alla pubblicità e alle pizza donazioni.
Per chi vuole passare a livello pro avevo letto mooolto tempo fa di blogger che si facevano dare qualche dollaro al mese dagli utenti, in alternativa potete provare a trovarvi dei vostri sponsor. Buona fortuna!



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