sabato 13 febbraio 2010

Registrare le lezioni universitarie (e non): è illegale? c'è la privacy di mezzo?

Stavolta cedo la parola all'avvocato Antonio Costa Barbé che è stato così gentile da rispondere alla domanda: si possono registrare le lezioni universitarie? Questa semplice domanda che, per quanto mi riguarda, non ha mai dato da problemi ne aveva invece creati ad altri miei amici che si sono sentiti dire "è illegale, viola la privacy". Qui trovate la legge a cui si fa riferimento poco sotto.

La prima cosa che ho fatto notare a chi ha avuto problemi a registrare i propri prof. è stata: "ma come? Sono dipendenti pubblici (il più delle volte), su suolo (credo) pubblico, pagati con soldi pubblici (tagli permettendo). Sei anche una matricola dell'università in cui vuoi registrare, che problema c'è?".
Sotto troverete la risposta ufficiale, io voglio solo far qualche ipotesi sul perchè un professore risponda stizzito invocando la privacy e accusando di illegalità i suoi studenti:
1. può dare fastidio (ok, ma da qui a dire che è illegale e non si deve fare ce ne corre)
2. collegato con quanto sopra: il docente si sente sminuito, la sua lezione diventa ripetibile e non unica e lui si sente una sorta di cd-rom di cui non può far uso (valgono le considerazioni fatte sopra)
3. il docente ha paura che i suoi errorri - e prima o poi in un corso una papera o una battuta non troppo accademica arriva - vengano registrati e possano essere condivisi e divulgati (ulteriore sintomo di fastidio verso il controllo con aggiunta di un minimo di mancanza di autostima).

Piccola nota per gli eventuali professori timorosi: un professore non dovrebbe avere paura di essere registrato, si tratta anzi di una grande opportunità. Spesso, se i professori valgono e i contenuti sono originali, i testi di lezioni, conferenze e addirittura appunti diventano LIBRI DI TESTO per altri corsi universitari (citando a caso e senza pretese di esaustività: Le lezioni americane, Nome e necessità di Kripke, La terminologia filosofica di Adorno, probabilmente qualcosa di Feynman, etc etc etc), per non parlare del già citato nel post precedente MIT OpenCourseWare.
Spesso mi sono chiesto perchè questo fenomeno delle lezioni che diventano libro (e non mi riferisco alle dispense per i corsi) capiti meno dalle nostre parti e che, se anche capita, difficilmente questi libri entrano nel programma di esame di un professore che non sia l'autore stesso del libro. Una risposta, forse, è data da questo scambio di battute:
"Professore, possiamo registrare?"
"No, è illegale."

Appendice: quando la nota è comparsa per la prima volta su facebook sul profilo di Antonio mi è arrivato questo commento:
"Conosco un docente che sta progettando di mettere online, sul proprio blog, il proprio libro di testo sotto licenza CC (creative commons). Potrebbe essere un inizio, dopodich... Mostra tuttoé potrebbe coinvolgere un pool di alunni in un progetto finalizzato alla registrazione delle lezioni più significative o complesse ed alla loro pubblicazione sul sito.
Sarebbe un aiuto al portafoglio delle famiglie, gli studenti avrebbero uno spazio virtuale nel quale i più capaci potrebbero aiutare i meno capaci a comprendere la materia. L'ho scritta in due secondi ma se credete ne valga la pena possiamo approfondire la questione.
Il problema come al solito è uno solo: chi ci guadagna dalla vendita dei libri non sarebbe d'accordo.... docenti per primi.

Una nota positiva (e un nuovo inizio, visto che la licenza non è Creative Commons ma la mini-licenza pizzaware è data dal libro L'Acchiappavirus del (solito) instancabile Disinformativo Paolo Attivissimo. Ora vi lascio con la risposta "tecnica" alla domanda da cui siamo partiti.
N.B: corsivo, grassetto e P.s. finali sono miei.

o5-o2-2o1o: (12) L'avvocato riceve/The lawyer is in!: Si possono registrare le lezioni universitarie?

Dobbiamo per prima cosa chiederci se le lezioni universitarie possano rientrare nel novero delle opere protette dal diritto di autore con la legge n. 633/1941.
L’art. 1 L.A. menziona le opere protette dal diritto di autore con disposizione esemplificativa e non tassativa. Pertanto, la protezione può estendersi anche ad opere diverse da quelle indicate, purché siano caratterizzate da un visibile apporto creativo.
Ne consegue che, le lezioni universitarie potrebbero beneficiare della protezione del diritto di autore soltanto qualora si dimostrasse che, il professore non si sia limitato ad una esposizione nozionistica di quella determinata materia, ma abbia espresso contenuti di portata innovativa.
In tal caso, i diritti esclusivi sono attribuiti all’autore. Tuttavia, qualora l’autore effettui l’opera nel corso ed in adempimento di un contratto di lavoro subordinato, il diritto esclusivo sull’opera compete, entro i limiti dell’oggetto e delle finalità del contratto, al datore di lavoro (Cass. n. 8425/00).
Ciò nonostante è possibile che i diritti esclusivi patrimoniali siano attribuiti al lavoratore anziché al datore. In tal caso, però, occorrerà verificare l’esistenza di uno stretto nesso di causa tra l’attività dovuta e la creazione realizzata, accertando se questa costituisca o meno l’esito programmato dalla prima.
Peraltro, qualora risulti che la prestazione sia stata intesa dalle parti come funzionale ad uno specifico risultato, considerato come la ragione stessa del rapporto, i diritti patrimoniali sono attribuiti totalmente al datore di lavoro, salvo patto contrario.
Nella specie, i professori sono vincolati all’Università da un contratto di lavoro subordinato. Sono, dunque, lavoratori dipendenti con la conseguenza che, i diritti esclusivi sono attribuiti all’Università stessa, a meno che il docente provi che l’opera sia stata creata del tutto al di fuori del rapporto di lavoro e con mezzi e strumenti non appartenenti al datore.
L’utilizzazione dell’opera è dunque riservata all’autore (o al datore di lavoro). Tuttavia, non ogni uso costituisce diritto esclusivo dell’autore. Infatti, ai sensi degli artt. 2577 c.c. e 19 L.A., unicamente l’utilizzo economico dell’opera, nelle diverse modalità che il mercato consente e mercè le quali comunque si sfrutti l’opera stessa, perseguendo un lucro, appartiene all’autore.
>>Sfruttamento che non si ravvisa nel caso in cui uno studente riproduca le lezioni universitarie e le utilizzi unicamente come sussidio per il proprio studio.<<
>>Pertanto, lo studente potrà registrare le lezioni del professore senza necessità del consenso di quest’ultimo.<<
>>>In conclusione, gli studenti possono liberamente registrare le lezioni per uso personale, purché ciò non sia vietato dal regolamento universitario.<<<

(ha eccellentemente collaborato la Dott. ADRIANA BIFOLCO)

P.s: nel caso un'Università dovesse esplicitamente vietare la registrazione, chietegli perchè e comunicatemi la risposta, per favore. A questo punto, lasciate passare un po' di tempo, rifategli la domanda e portate l'esempio del MIT. Comunicatemi anche questa risposta, grazie.




Condividi su FB

5 commenti:

  1. 13 o2 2o1o: ringrazio sentitamente Guglielmo per aver ospitato questo mio intervento, in attesa di leggere i vostri commenti e le vostre osservazioni. Rilancio con un link, a mio avviso di analogo interesse. (acb)
    http://www.altalex.com/index.php?idnot=48963

    RispondiElimina
  2. Grazie acb! Con questo link mi vuoi mettere in guardia? ;)

    RispondiElimina
  3. e se io invece registrassi una verifica orale di scuola media secondaria dove l'insegnante non dice nulla se non qualche correzione sintattica e dove gli interrogati sono consapovoli e favorevoli ad essere registrati è illegale? rispondete per favore grazie :)

    RispondiElimina
  4. Secondo me puoi prendere e fare così: visto che le interrogazioni sono sempre pubbliche (ci sono gli interrogati e il resto della classe) secondo me puoi dirlo tranquillamente all'insegnante che vorresti registrare. Nel momento in cui è l'insegnante a negare l'autorizzazione, chiedi che c'è che non va. Prova a dire che serve anche a te e ai tuoi compagni per risentirti e migliroare nell'eposizione.
    Certo, come per le lezioni penso possa dare fastidio, però non vedo perchè non potresti farlo. Purtroppo però il mio è un parere non tecnico che si basa su questa constatazione: se quando venite interrogati ci sono dei testimoni (e non è che potete cacciarli via) allora puoi aggiungere un testimone in più, sotto forma di registratore.
    A livello tecnico bisogna scoprire meglio in che modo è coinvolta la privacy...

    RispondiElimina
  5. Io ho sempre registrato le lezioni con una potente penna (anche scrivente) come questa http://www.endoacustica.com/penna-con-telecamera-e-videoregistratore-incorporato.htm e non ho mai avuto problemi.

    RispondiElimina