martedì 30 marzo 2010

Letterina al MoVimento Cinque Stelle

Caro MoVimento Cinque Stelle,

c'era una volta Giuliano Ferrara, aveva un giornale e voleva essere un ateo devoto (?!?!?), provò a candidarsi e prese la celebre "sonora pernacchia". A queste elezioni, quelle dell'astensione come reazione al fatto che "tutto va a rotoli" (anche se dx e sx hanno un diverso concetto di "rotolo"), voi dal nulla avete dirato fuori 2, 3 e più del 5. Il tutto con internet, passaparola e zappando la politica old style direttamente sul territorio. Chissà cosa potevate fare con, che ne so, tre reti televisive...

Comunque, ecco la mia personale lista di aspettative, sfide e timori per i prossimi 5 anni:

1. L'impegno sarà lo stesso: monitorare, capire, analizzare. Solo che stavolta non sarà solo un'azione da cittadini, blogger o membri di un meetup dall'esterno ma si potrà agire in situazione.

1.1 Di certo scopriremo quant'è lo stipendio in Regione e magari con la vostra operazione trasparenza, anche i costi della macchina Regione saranno più chiaro. E poi, ecco, vorrei vedere che faccia farà la politica standard quando pubblicherete i resoconti delle vostre spese elettorali autofinanziate... Chissà se alla fine delle elezioni qualcuno valuta l'efficacia della campagna misurando il rapporto spesaelettorale/voti.

2. Quasi mi commuovo: c'è il rischio che una promessa elettorale (quella sullo stipendio) mantenuta. Carcarlo Pravettoni vi ucciderà!

3. Mi auguro che non vi abituiate mai alle discussioni in Regione e che vi sentiate sempre un po' piacevolmente spaesati, come se un diplomato dovesse andare a intervistare i senatori a vita. Soprattutto mi auguro il contrario: che non si abituino a voi (anche se vista la natura di rete e l'idea di limitare le legislature le persone dovrebbero cambiare). Se succedesse una delle due cose sarebbe il fallimento.

4. Nel lenzuolone della scheda elettorale il MoVimento non era in nessuna alleanza (a differenza della Lega, che è per la semplificazione e poi fa il mescolone). Ora, l'UDC (e anche la Lega agli inizi) insegnano che anche con un 3% si può essere determinanti. Spero che il MoVimento non si dalemizzi immolandosi in nome della ragione di Stato, anzi, di Regione in cose tipo "ti appoggio sull'inceneritore se tu mi appoggi per limitare le legislature".

5. Ora che c'è qualcuno nelle regioni nascerà una nuova fonte di informazione nazionale come beppegrillo.it ma più mirata nei contenuti e incredibilmente propositiva come i meetup?

6. Che idee avete per la gestione del budget ricavato dall'autolimitazione sullo stipendio?

Non mi resta che augurarvi buon lavoro! Attendo vostre notizie e spero che mi vada meglio che con Paolo Cattaneo.

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venerdì 26 marzo 2010

Letterina a Paolo Cattaneo, candidato alle regionali in Piemonte (PD-Bresso).

AVVISO: il 20 aprile 2010 ho ricevuto risposta da Paolo Cattaneo. Cliccate sul link precedente per sapere come si è evoluta la cosa.

Caro Paolo,

o forse dovrei dire caro Amico-con-la-maiuscola? La busta con la pubblicità elettorale è infatti arrivata a mio nome mentre la lettera, a differenza di quanto fatto dal Presidende del Consiglio che sembra conoscerci tutti e ha stampato il mio nome e cognome anche nel suo messaggio , diventa generica (Cara Amica, caro Amico).
Sono in completo imbarazzo perchè non so come comunicare durante questa lettera: lì mi viene dato del tu, scanzonato e giovanile, posso dire veltroniano?, nonostante che si dica anche "il 28 e 29 marzo p.v." che invece suona burocratese e retrò, comunismo fuori dalla storia e altre cose che i vostri avversari vi rimproverano. Tra di voi, nei (rari) dibattiti pubblici, vi date del Lei chiamandovi Onorevoli.

Le mie alternative sembrano quindi essere tra le seconda persona singolare (conformità alla lettera) e la terza singolare (conformità al vostro uso tra di voi in tv, quando non usate il tu pure lì). Forse potrei usare la seconda plurale, ancora più retrò. Comunque, l'importante è capirsi, quindi spero che non dispiaccia Loro se userò la terza persona plurale.
Posso dire di essere un Loro elettore potenziale, ma questo vale anche per gli altri partiti. Mi spiego: sotto campagna elettorale rispondo al marketing e leggo tutte le comunicazioni elettorali. I motivi che mi vengono in mente così, su due piedi, sono due: da un lato vedere chi si presenta e con quale programma (nel caso ci fosse) dall'altro mi piace vedere se un candidato riesce a rovinarsi con le proprie mani mentre si fa propaganda.

La Loro lettera non è poi male (se non per quella cosetta del p.v.), non è che ci sia un vero programma, piuttosto - berlusconianamente? - esso viene sostituito da un elenco delle cose fatte (governo del fare) cui si aggiungono "parecchi interventi in altri settori" (varie ed eventuali? o sono troppe che non vi ricordate? o sono cose irrilevanti? ma se è così perchè le avete fatte?) per poi chiedere all'elettore potenziale "vogliamo abbandonare tutto questo o preseguire il nostro lavoro?".
I maligni potrebbe dire che si tratta di una versione attenuata degli ultimi comizi del Presidente del Consiglio: volete la sinistra che vi tassa? volete la sinistra burocratica? volete la fine del nostro lavoro? volete che non ci facciano proseguire con le grandi opere? Comunque, probabilmente, non ci dobbiamo stupire: la retorica si presenta come stesso strumento a tutti quanti.

Proprio in questo elenco delle cose fatte c'è la cosa che mi ha spinto a scrivere Loro e, a dire il vero, anche a trovare un altro partito da votare e molto probabilmente un altro candidato Presidente.
Si dice infatti: "340 progetti (1,4 milioni di euro) a favore degli oratori del Novarese [maiuscolo, sic]". Non capisco davvero. Credo di non avere nulla contro gli oratori che fanno tanto "per combattere il disagio giovanile e sostenere le sfide educative del nostro tempo", è solo che mi sembra troppo semplice per la politica cavarsela così. Abbiamo un problema (il disagio giovanile, qualsiasi cosa esso sia) e ci rivolgiamo alla Chiesa per risolverlo. Uno scaricabarile non troppo apprezzabile che delega la soluzione cambiando anche categoria: si passa dalla sfera politica-temporale a quella fedele-spirituale.
Questo è il mio problema di fondo: non c'erano altre associazioni a cui dare quei soldi (Caritas, Libera, Sant'Egidio, etc)? La curia e le parrocchie non hanno già un loro finanziamento?

Spero che ci sia un problema di comunicazione (è difficile essere sintetici) e che "oratori del Novarese" sia una descrizione infelice che in realtà non è una tassa per la fede a livello regionale, un 8-per-mille che, in questo caso, non puoi nemmeno scegliere a chi versare.
Per come è stato da Loro espresso mi continua a sembrare un 8-per-mille con i contributi regionali. Vorrei far Loro un esempio, grottesco e paradossale, per far sì che si capisca la mia (forte) reazione.
Immaginiamo il Presidente del Consiglio avesse un problema con la giustizia e si rivolgesse allo studio legale di Ghedini per risolverlo, pagando 1,4 milioni di euro e che poi lo inserisse tra i punti meritevoli della sua lettera con cui viene a cercare il voto. "Abbiamo investito in 340 progetti (1,4 milioni di euro) a favore di studi legali privati per ricevere innovative proposte su sistema di sburocratizzazione e abbreviamento dei processi".

Scandoloso? Quanto meno discutibile. Senza scordarci di una differenza: per quanto questa trovata fittizia sia orrida, essa si rivolgerebbe a provati cittadini (il Ghedini avvocato) o, al massimo, a aziende (gli studi legali). Tutto sommato sarebbe "solo" un aiuto alle imprese/azionde/economia per motivi orrendi e futili.
Quanto invece fatto da Lor signori e che ho appreso grazie alla propaganda elettorale invece è questo: finanziamo la Chiesa con fondi regionali. Non capisco davvero: i Cesarini minori sono timorati di Dio adesso (probabilmente per come hanno condotto l'opposizione) e così il libera Chiesa in libero Stato (fatto salvo il concordato ) è diventato un libero finanziamento della Chiesa in libero Stato?

Inoltre non capisco questo. Tempo fa ho sentito (credo su La7) che il PD è l'unico partito italiano ad avere un bilancio certificato e trasparente. Ultimamente la trasparenza sta passando di moda, tant'è che c'è addirittura chi parla di "trasparenza" tra virgolette.
La mia domanda è questa: non è che per caso il bilancio trasparente dei conti del PD non può essere esteso al bilancio delle regioni amministrate dal PD e reso pubblico? Se la situazione è questa, come mai non c'era un link a questo bilancio (mi avrebbe fatto piacere anche solo a quello del partito, che a quanto ho capito c'è) nel materiale elettorale inviato agli elettori?

Probabilmente Lorsignori pensano che i cittadini non leggano la propaganda e che non scriverebbero mai ai propri candidati rappresentati.

Un cordiale saluto e buon lavoro.





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giovedì 18 marzo 2010

Trova quella vera!

Ultimamente l'informazione ha preso due pieghe: la prima è quella del clima d'odio, unione del "povero Silvio" più "il partito dell'amore"; la seconda è quella inaugurata da poco di millantare che ogni giorno il nostro Premier non solo scappa dai giudici, dai processi e dai magistrati ma anche dagli attentati (magari orditi dai signori di cui sopra).
Dopo tanti tormentoni di battute su Chuck Norris e affini (chissà se c'è "Chuck Norris può processare Berlusconi: con un calcio rotante" o anche "Chuck Norris ha "corrotto" Mills, senza "cor") ecco un po' di ironia con la speranza che nessun giornale o tg se ne esca con queste cose. Uh, attenzione, una è una notizia che (parentsi a parte) rischia drammaticamente di essere vera e riportare un fatto accaduto. Nessun problema: la redazione provvederà a epurare subito l'autore.

TG4 paraconsistente - Clima d'odio: attentato! Giovane velina addenta membro del Presidente del consiglio durante la fellatio con cui si apre un intimo consiglio dei Ministri convocato d'urgenza

Clima d'odio parte due: i manifesti del PDL si rifiutano di stare incollati nei relativi spazi elettorali. Fini: basta candidature insostenibili.

Clima d'odio parte tre: Berlusconi ha raccontato una barzelletta su Allah al gruppo di malati di paralisi facciale "Amici di Arafat". Nessuno ha riso.

Attentato: il Presidente del Consiglio è stato colpito da guano di piccione caccia bombardiere prima di salire sulla sua autoblu preferita affettuasamente detta "Blindo". Il Guano conteneva un agente patogeno che è stato sconfitto dal bitume sui nuovi capelli sintetici del nostro premier. Si ringrazia l'imprenditore che ha fornito il nuovo trapianto.

L'On. Cicchitto nel suo discorso trasmesso in diretta al posto dell'isola dei famosi (niente talk show, ok, ma allora perchè non sospendiamo anche i reality e i programmi in cui si parla tanto a vanvera?), ha annunziato che il dissesto finanziario italiano ha origini più profonde dell'ultimo governo Berlusconi e per capirne l'orgine bisogna andare indietro nel tempo, diciamo al '96. Nessuno gli ha chiesto chi c'era a governare i due anni prima.
(Complimenti dall'intero mondo della comunicazione politica: sono l'unico governo che riesce ad aver fatto sempre di tutto, non governando mai ad eccezione degli ultimi due giorni, e facendo tutto dall'opposizione a una sinistra che non c'è).

Scandalo vaticano: altro che preti pedofili! In una nota il Vaiasaperecosa del Vaticano ha espresso vivo interesse per la sentenza Mills. I migliori teologi sono già al lavoro: un corrotto senza un corruttore ha uno stato metafisico prossimo alla Vergine. Filologi lavorano a stretto contatto con topologi per ridisegnare il Paradiso dantesco.

Privacy: le intercettazioni violano la privacy, i bodyscanner no. Una lobby di medici si sta battendo per l'esecuzione obbligatoria di colonscopie a chiunque entri in parlamento. I primi ispezionati saranno dei giornalisti che volevano fare riprese alle aule deserte.






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martedì 9 marzo 2010

Storie di attivisti: Esperimenti di democrazia partecipativa virtreale. Il MoVimento Cinque Stelle e la questione Beppe Grillo.

Da qualche mese Wired Italia ha lanciato il progetto internet for peace che continua far discutere e dare origine a nuovi progetti (l'ultimo che ho trovato in agenda per dopodomani portarà in Parlamento Lawrence Lessing a parlare di libertà sul web... chissà che faccia faranno i parlamentari, già stupiti dal minipc di Grillo e, soprattutto, visto che non si tratta del Papa, chissà se non ci sarà solo Fini a introdurre i lavori...).

A livello molto più terraterra, i cittadini dei meetup del Piemonte hanno discusso e deciso quali saranno i manifesti da usare per la campagna elettorale: quando si dice la politica dei cittadini, per i cittidini, con i cittadini. Proposte e relativi commenti si trovano su questo album di facebook.
Ci sono notevoli esempi di creatività gratuita, anzi, impiego del proprio tempo a gratis che comporterà una spesa visto che in qualche modo, se davvero faranno i manifesti, qualcuno dovrà pagare e, per quel che ne so, non mi risulta abbiano gran che finanziamenti.

Ce n'è per tutti i gusti: da uno splendido pacman mangia casta (bollato come incompresibile ai più, purtroppo, ma utilissimo in rete) a una sorta di Vicsinex anticasta, per arrivare al cubo di Rubik o alla devastazione del (ancora una volta scarsino) manifesto targato PD (per fortuna niente a che vedere con la paniscia vedova).

Notevoli anche alcuni dei commenti, c'è un po' di sforzo di mettersi nell'ottica di chi guarda i manifesti, soprattutto del target estraneo al blog, alla rete o, comunque, non allineato in partenza... mentre - Vedovato docet - la domanda dei creativi del PD spesso suona "come possiamo rivolgerci a chi non ci segue per provare a conquistare il loro voto senza ottenerlo e contemporaneamente perdere quello di chi ci si sostiene?". La risposta ovviamente sarà lo slogan: "nouvelle cousine? meglio la paniscia!".

Mi ha colpito vedere che quantomeno si sono posti il problema dello "svincolamento da Grillo". C'è chi si dice contrario al faccione di Grillo perchè, in fondo, non è lui il candidato. Verissimo, d'accordissimo.
Tant'è che, scrutinando un candidato degno di essere votato con amici delusi dal PD, il MoVimento spesso viene equiparato al Grillo mediatico, quello che fa vedere Emily Faith e dice solo insulti, non quello del blog. Da lì a definirlo "populismo" o "antipolitica" il passo è breve. Il più creativi dei delusi possono uscirsene con un "berlusconismo piazzista sinistroide non allineato"...

La domanda diventa: dove andranno i voti dei delusi del PD (in aumento ogni volta che un "militante storico dell'intelligenzia apre bocca": D'Alema, Veltroni...)? Un tempo c'era Di Pietro, piazzarolo che almeno faceva del rispetto delle regole una bandiera. Non è bello votare per chi propone come programma il rispetto delle regole, l'ABC che dovrebbe consentire il gioco elettorale e la presentazione di veri programmi di governo ma se proprio uno si doveva tappare il naso... Poi venne l'inchiesta di Micromega, la querelle De Magistris/Di Pietro e infine De Luca.

Su questo, IdV e il MoVimento qualcosina in comune ce l'hanno: la dipendenza da un leader carismatico. Solo che Di Pietro si è fatto il partito, Grillo ci ha fatto tantissimo ma i meetup sono sorti in parallelo e hanno avuto sviluppi autonomi che sfruttano Grillo come amplificatore. Tant'è che TdP si candida mentre sotto Grillo (che poi è il MoVimento Cinque Stelle - nel simbolo c'è il nome del blog di Grillo che NON è solo Beppe Grillo) si candida, almeno qui, Davide Bono.
Il problema è che i cittadini senza contradditorio (come ebbe a dire Travaglio) si presentano alle elezioni senza aspettarsi nulla, per imparare e, impegnati a votare i volantini e a trovare il tempo per affiggerli (visto che non sono politici di professione), non hanno tempo di discutere su quanto sia il caso di svincolarsi da Grillo, unica fonte di esposizione mediatica che hanno.

Oddio, più che "svincolarsi" si tratta di "ripulire la percezione della sua immagine" (cosa in cui Berlusconi, con altri mezzi ovviamente, è bravissimo a fare): non i populisti dell'antipolitica, ma gli iperattivi dei meetup. Il fatto che nemmeno i delusi del PD si accorgano di cosa c'è dietro e che da Wired Italia - da sempre in cerca disperata di usi proficui della rete made in italy o promessi da italiani - non se ne sia accorta, qualcosa vorrà dire.
Comunque, aspettiamo e vediamo. Pensare a queste cose con una campagna elettorale da affiggere non è il massimo. In bocca al lupo!
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venerdì 5 marzo 2010

Storie di attivisti: frisbee freestyle e tv.



Claudio Cigna lo possiamo considerare un attivista sui generis. Più o meno la sua missione è questa: da un lato vincere un dannatissimo titolo del mondo e non andarci maledettamente vicino e, in più, diffondere il verbo della jam e della plastica. No, non si tratta di OGM ma di frisbee freestyle, quella cosa che si vede nel video al piano di sopra (Claudio è quello con gli occhiali che corre fino in mare e prova sempre a saltare più in alto di tutti).
Claudio si allena tre volte la settimana (ingegneria dei processi aziendali e casini vari permettendo) che ovviamente diventano molti di più appena il tempo migliora e ci sono spettacoli o tornei alle porte. Arriva al frisbee freestyle dopo parecchi pomeriggi passati al parco a fare lanci e prese, come chiunque si sia ritrovato con un frisbee tra le mani:

“Fu allora che sentii che volevo fare di più – racconta Claudio - e mi ricordai vagamente di qualcosa "freestyle". Cercai su internet e trovai dei video proprio di Frisbee Freestyle, ne rimasi affascinato e un po' incredulo. Riuscì però a trovare in un negozio proprio un frisbee da freestyle, un Wham-O che non era gran che. Ma all'intenro c'era un DVD e con quello e seguendo i consigli del vecchio sito di Fabio Sanna (Freeskyler.com, non più online da qualche anno) decisi che volevo imparare a tenere quel dannato disco di plastica in equilibrio sull'unghia. I miei amici ovviamente dicevano "No, è impossibile, non ce la farai mai...". Ma era estate, la ragazza mi aveva lasciato, non avevo niente altro di meglio da fare ed ero determinato. Fu così che dopo due settimane sotto una dannata betulla imparai il delay. Poi conobbi piano piano gli altri ragazzi dell'associazione di frisbee di Forlì, arrivarono frisbee migliori, unghie finte per dimuire l'attrito del disco con l'unghia, i primi numeri e infine i consigli di Matteo Gaddoni [quello col cappello nel video] anche se, lo ripeto, all'inizio ho imparato da solo”.
Insomma: se ti mollano o leggi Infinite Jest o impari il delay.
Ma adesso passiamo in inteview mode con un avviso: sarà dura arginare Claudio che parla di sé e del frisbee.

ES: Come si fa quindi a convincere la gente che il frisbee, soprattutto dalle tue parti in zona romagnola, non è una piadina plastica ma che, se ci aggiungi la parola freestyle, può diventare uno sport?
2C: Prima di tutto cerco di praticare il mio sport il più possibile e nella maniera più visibile. Ne parlo a tutti, ne scrivo ovunque, cerco di fare spettacoli, di organizzare corsi, incontri, tornei, di partecipare a eventi, trasmissioni, iniziative. Ne spiego tutti i lati positivi, da quello più spettacolare a quello più sportivo, fino a quello del divertimento e dell'amicizia/community. Facendo spettacoli, partecipando a grandi eventi e festival, tour commerciali, ecc. si riescono a raggiungere tantissime persone in luoghi diversissimi. In TV poi è ancora meglio!
Diciamo che cerco di "diffondere il verbo" per
due strade: quella degli spettacoli appunto, e poi quella "sportiva e istituzionale", spingendo sullo sviluppo della Federazione, sulle associazioni, sugli eventi ufficiali, sulle competizioni. La gente ha bisogno di riferimenti e strutture per credere in qualcosa, altrimenti si rimane sempre lo strano ragazzo che fa i numeri con il frisbee e una volta finita la sorpresa, si viene rigettati nel mondo delle stravaganze. Ed invece è importante far capire che è uno sport, con una struttura alle spalle, con istituzioni ufficiali, con "campioni del mondo", "classifiche internazionali", ecc...

ES: che canali hai utilizzato? C’è una pianificazione dietro ai tuoi interventi?
2C: Mi muovo su tutti i canali (media) possibili, lavorando molto spesso. Forse anche troppo a volte... ma dà i suoi frutti! Il primo e il più ingente è sicuramente Internet: ho tante mie "porte" di comunicazione. In primis il mio blog personale che da 3 anni raccoglie tutte le mie esperienze e alcune curiosità dal mondo del frisbee, con report, foto, video, approfondimenti, ecc. E poi con il sito dell'Acrobatic Frisbee Team più ufficiale e con foto e video delle performance e quello della Federazione Italiana dove, in maniera ancora più ufficiale parla non solo delle cose che mi riguardano da vicino, ma pubblico news e materiale riguardante l'intera scena italiana del freestyle. E poi c'è il sito del Paganello, il torneo di cui sono Tournament Director, il sito in costruzione della Frisbeepedia (sì esatto, l'enciclopedia del Frisbee) e infine il sito Sport Estremi, altro portale su cui scrivo news.

ES: per i social network capitolo a parte?
2C: Ovviamente i social network! mi muovo
molto molto attivamente su Facebook (con il mio profilo costantemente aggiornato e su cui pubblico tutto, più altre pagine pubbliche), su Twitter (sempre aggiornato), su Flickr (ultimamente un po' meno) e YouTube (con il mio canale). Oltre ad essere presente su Technorati, Wikipedia, MySpace, Vimeo, Blip TV, Nat Geo, MTV Freestyle e altre piccole cose, senza dimenticare l'aggregazione di tutti i miei post su Liquida, Diggita, OkNotizie, Badzu, Fai Informazione, Wikio. Poi ogni volta che ottengo un successo degno di nota (vittorie a tornei o apparizioni TV) scrivo in prima persona ai giornali locali, su cui quindi escono costantemente diversi articoli: molte le persone che ogni tanto incontro e mi dicono di aver letto qualcosa. Sono sempre giornali locali, ma comunque almeno in zona rappresentano un'ottima azione di "spread the jam".

ES: e il lato TV?
2C: Per la TV serve molto l’Acrobatic, il gruppo di animazione e spettacoli è abbastanza affermato. In questo modo si riesce ad avere credibilità e rispondere con buone probabilità di successo a quei programmi che cercano spettacoli originali, talenti, sport "innovativi". E l'attività su internet e sul campo facilita il fatto di essere trovati se sono loro a cercare qualcosa. Per esempio per Scalo 76 Talent (Rai 2), siamo stati noi a scrivergli: curriculum e presentazione han ftto si che ci richiamassero in una manciata di ore. Mentre per Italia's Got Talent (Canale 5) sono stati addirittura loro a chiamare noi... per ora è andata in onda solo la puntata pilota (in cui avevamo una rapida apparizione) e la pubblicità [Ovviamente indovinate chi è l’esagerato coi due dischi…]. Per la programmazione completa c’è da attendere.

ES: Ok. Direi che adesso è il tempo di farmi un breve riassunto di tutti i posti in cui ci può stare che qualcuno ti abbia visto e anche di quello che si prova a freestyleggiare davanti a una telecamera.
2C: Beh la prima sensazione è una soddisfazione fortissima. Soprattutto perchè quando ho cominciato a giocare, ero lo sfigato del frisbee: in molti mi prendevano in giro, magari non con
cattiveria, ma c'è voluta molta determinazione e faccia tosta da parte mia. E spesso, in maniera scherzosa dicevo: Eh sì, poi tra qualche anno quando mi vedrete in televisione direte "Ah, ma io quello lo conoscevo". Ed è successo veramente!!!
La prima volta era la paura la sensazione dominante: Circo
Massimo Show 2007, prima serata estiva Rai 3, condotto da Fabrizio Frizzi e Belen Rodriguez. Ok, era registrato ma avevamo solo due possibilità per l'intero show e gli errori si sarebbero visti. Prima di girare facce bianchissime, mani sudate, mal di stomaco e gran tensione, ma alla fine è stata una bellissima esperienza. Riguardarsi poi spacca! E poi ancora una volta gran tensione per la prima diretta: un breve collegamento in Spagna, durante un tour per Kinder Bueno.
Non ci sono
possibilità di sbagliare, sono da solo, con tutte le persone del tour a contare su di te, se sbagli sei fottuto. L'attesa è lunghissima, soprattutto quando iniziano a contare i secondi prima del collegamento, ma poi la diretta sfugge in un lampo! Incredibile... E poi ne sono seguite tante altre, anche più lunghe: prima nel 2008, con Trebisonda, nel pomeriggio di Rai 3; poi diversi collegamenti su Sky Sport (dal Motor Show e dal Paganello), un programma TV registrato a Londra e poi MTV di nuovo in diretta con la Canalis nel giugno 2009. Poi Scalo 76 Talent per un'intera settimana sempre in diretta, davvero gran stress, ma di nuovo super soddisfazioni e davvero tanto spazio. E Italia's Got Talent si ricorda per il mal di stomaco peggiore: sapevamo che, seppure non in diretta, l'unica esibizione sarebbe andata in prima serata su Canale 5, in un programma super seguito, e non puoi millare davanti a Gerry Scotti e Maria de Filippi [il pubblico vorrebbe una flamingitis sul suo volto, mi sa. Che ne dici? Nota di ES]!
E infine l'ultima esperienza, una delle
migliori: girare un film. Sì, alla fine è uno spot da 30 secondi, ma girato come un film: telecamere analogiche con pellicola, non immagini quante persone a lavorare, set incredibili, luci come soli artificiali, pannelli giganti, attori, costumi, make up, hotel, viaggi intercontinentali. E ripetere la stessa scena per 1 ora (e davvero 1 ora lo stesso esercizio), sulla sabbia morbida, col vento alle spalle, con un frisbee dipinto e stando in due centimetri perché il regista adesso vuole fare una ripresa super figa da super vicino. E nello stesso momento recitare, cosa che non ho mai fatto. Gran lavoro di mimica. E sorridere, un sacco e sempre! Cazzo sorrido che sto morendo e mi vuoi far fare cose impossibili! E uscire dal set con un quasi crampo alla coscia e con i muscoli facciali doloranti, ma con l'applauso di tutti. Spacca... E poi vedere che tutto quel lavoro, 4 giorni di ripresa, stare in spiaggia da prima che sorga il sole a quando tramonta, tutte quelle persone (e tutti quei soldi) sono veramente una ripresa super figa, seppure per pochi secondi. E per un Cornetto che si venderà
in Turchia. Ma spacca... e lo rifarei mille volte.

Fine della modalità intervista. La lezione sembra questa: mettercela tutta, infilarsi in ogni spiraglio per riuscire a dire la propria e approfittare di ogni occasione. Di tanto in tanto, ricordarsi di respirare e fare stretching.


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