martedì 9 marzo 2010

Storie di attivisti: Esperimenti di democrazia partecipativa virtreale. Il MoVimento Cinque Stelle e la questione Beppe Grillo.

Da qualche mese Wired Italia ha lanciato il progetto internet for peace che continua far discutere e dare origine a nuovi progetti (l'ultimo che ho trovato in agenda per dopodomani portarà in Parlamento Lawrence Lessing a parlare di libertà sul web... chissà che faccia faranno i parlamentari, già stupiti dal minipc di Grillo e, soprattutto, visto che non si tratta del Papa, chissà se non ci sarà solo Fini a introdurre i lavori...).

A livello molto più terraterra, i cittadini dei meetup del Piemonte hanno discusso e deciso quali saranno i manifesti da usare per la campagna elettorale: quando si dice la politica dei cittadini, per i cittidini, con i cittadini. Proposte e relativi commenti si trovano su questo album di facebook.
Ci sono notevoli esempi di creatività gratuita, anzi, impiego del proprio tempo a gratis che comporterà una spesa visto che in qualche modo, se davvero faranno i manifesti, qualcuno dovrà pagare e, per quel che ne so, non mi risulta abbiano gran che finanziamenti.

Ce n'è per tutti i gusti: da uno splendido pacman mangia casta (bollato come incompresibile ai più, purtroppo, ma utilissimo in rete) a una sorta di Vicsinex anticasta, per arrivare al cubo di Rubik o alla devastazione del (ancora una volta scarsino) manifesto targato PD (per fortuna niente a che vedere con la paniscia vedova).

Notevoli anche alcuni dei commenti, c'è un po' di sforzo di mettersi nell'ottica di chi guarda i manifesti, soprattutto del target estraneo al blog, alla rete o, comunque, non allineato in partenza... mentre - Vedovato docet - la domanda dei creativi del PD spesso suona "come possiamo rivolgerci a chi non ci segue per provare a conquistare il loro voto senza ottenerlo e contemporaneamente perdere quello di chi ci si sostiene?". La risposta ovviamente sarà lo slogan: "nouvelle cousine? meglio la paniscia!".

Mi ha colpito vedere che quantomeno si sono posti il problema dello "svincolamento da Grillo". C'è chi si dice contrario al faccione di Grillo perchè, in fondo, non è lui il candidato. Verissimo, d'accordissimo.
Tant'è che, scrutinando un candidato degno di essere votato con amici delusi dal PD, il MoVimento spesso viene equiparato al Grillo mediatico, quello che fa vedere Emily Faith e dice solo insulti, non quello del blog. Da lì a definirlo "populismo" o "antipolitica" il passo è breve. Il più creativi dei delusi possono uscirsene con un "berlusconismo piazzista sinistroide non allineato"...

La domanda diventa: dove andranno i voti dei delusi del PD (in aumento ogni volta che un "militante storico dell'intelligenzia apre bocca": D'Alema, Veltroni...)? Un tempo c'era Di Pietro, piazzarolo che almeno faceva del rispetto delle regole una bandiera. Non è bello votare per chi propone come programma il rispetto delle regole, l'ABC che dovrebbe consentire il gioco elettorale e la presentazione di veri programmi di governo ma se proprio uno si doveva tappare il naso... Poi venne l'inchiesta di Micromega, la querelle De Magistris/Di Pietro e infine De Luca.

Su questo, IdV e il MoVimento qualcosina in comune ce l'hanno: la dipendenza da un leader carismatico. Solo che Di Pietro si è fatto il partito, Grillo ci ha fatto tantissimo ma i meetup sono sorti in parallelo e hanno avuto sviluppi autonomi che sfruttano Grillo come amplificatore. Tant'è che TdP si candida mentre sotto Grillo (che poi è il MoVimento Cinque Stelle - nel simbolo c'è il nome del blog di Grillo che NON è solo Beppe Grillo) si candida, almeno qui, Davide Bono.
Il problema è che i cittadini senza contradditorio (come ebbe a dire Travaglio) si presentano alle elezioni senza aspettarsi nulla, per imparare e, impegnati a votare i volantini e a trovare il tempo per affiggerli (visto che non sono politici di professione), non hanno tempo di discutere su quanto sia il caso di svincolarsi da Grillo, unica fonte di esposizione mediatica che hanno.

Oddio, più che "svincolarsi" si tratta di "ripulire la percezione della sua immagine" (cosa in cui Berlusconi, con altri mezzi ovviamente, è bravissimo a fare): non i populisti dell'antipolitica, ma gli iperattivi dei meetup. Il fatto che nemmeno i delusi del PD si accorgano di cosa c'è dietro e che da Wired Italia - da sempre in cerca disperata di usi proficui della rete made in italy o promessi da italiani - non se ne sia accorta, qualcosa vorrà dire.
Comunque, aspettiamo e vediamo. Pensare a queste cose con una campagna elettorale da affiggere non è il massimo. In bocca al lupo!
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2 commenti:

  1. Abbiamo scelto i manifesti.
    Sono stati stampati.
    Li abbiamo in macchina.
    La colla c'è.
    La scopa vecchia anche.
    I volontari ci sono (anche se non bastano mai!)

    Fuori nevica, ottimo, questa sera si inizia l'affissione.

    Luca

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  2. Bella! Bella! Bella!
    (io invece ho sbagliato giorno per andare a lezione. Invecchio? divento grande? che pena!)

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