venerdì 5 marzo 2010

Storie di attivisti: frisbee freestyle e tv.



Claudio Cigna lo possiamo considerare un attivista sui generis. Più o meno la sua missione è questa: da un lato vincere un dannatissimo titolo del mondo e non andarci maledettamente vicino e, in più, diffondere il verbo della jam e della plastica. No, non si tratta di OGM ma di frisbee freestyle, quella cosa che si vede nel video al piano di sopra (Claudio è quello con gli occhiali che corre fino in mare e prova sempre a saltare più in alto di tutti).
Claudio si allena tre volte la settimana (ingegneria dei processi aziendali e casini vari permettendo) che ovviamente diventano molti di più appena il tempo migliora e ci sono spettacoli o tornei alle porte. Arriva al frisbee freestyle dopo parecchi pomeriggi passati al parco a fare lanci e prese, come chiunque si sia ritrovato con un frisbee tra le mani:

“Fu allora che sentii che volevo fare di più – racconta Claudio - e mi ricordai vagamente di qualcosa "freestyle". Cercai su internet e trovai dei video proprio di Frisbee Freestyle, ne rimasi affascinato e un po' incredulo. Riuscì però a trovare in un negozio proprio un frisbee da freestyle, un Wham-O che non era gran che. Ma all'intenro c'era un DVD e con quello e seguendo i consigli del vecchio sito di Fabio Sanna (Freeskyler.com, non più online da qualche anno) decisi che volevo imparare a tenere quel dannato disco di plastica in equilibrio sull'unghia. I miei amici ovviamente dicevano "No, è impossibile, non ce la farai mai...". Ma era estate, la ragazza mi aveva lasciato, non avevo niente altro di meglio da fare ed ero determinato. Fu così che dopo due settimane sotto una dannata betulla imparai il delay. Poi conobbi piano piano gli altri ragazzi dell'associazione di frisbee di Forlì, arrivarono frisbee migliori, unghie finte per dimuire l'attrito del disco con l'unghia, i primi numeri e infine i consigli di Matteo Gaddoni [quello col cappello nel video] anche se, lo ripeto, all'inizio ho imparato da solo”.
Insomma: se ti mollano o leggi Infinite Jest o impari il delay.
Ma adesso passiamo in inteview mode con un avviso: sarà dura arginare Claudio che parla di sé e del frisbee.

ES: Come si fa quindi a convincere la gente che il frisbee, soprattutto dalle tue parti in zona romagnola, non è una piadina plastica ma che, se ci aggiungi la parola freestyle, può diventare uno sport?
2C: Prima di tutto cerco di praticare il mio sport il più possibile e nella maniera più visibile. Ne parlo a tutti, ne scrivo ovunque, cerco di fare spettacoli, di organizzare corsi, incontri, tornei, di partecipare a eventi, trasmissioni, iniziative. Ne spiego tutti i lati positivi, da quello più spettacolare a quello più sportivo, fino a quello del divertimento e dell'amicizia/community. Facendo spettacoli, partecipando a grandi eventi e festival, tour commerciali, ecc. si riescono a raggiungere tantissime persone in luoghi diversissimi. In TV poi è ancora meglio!
Diciamo che cerco di "diffondere il verbo" per
due strade: quella degli spettacoli appunto, e poi quella "sportiva e istituzionale", spingendo sullo sviluppo della Federazione, sulle associazioni, sugli eventi ufficiali, sulle competizioni. La gente ha bisogno di riferimenti e strutture per credere in qualcosa, altrimenti si rimane sempre lo strano ragazzo che fa i numeri con il frisbee e una volta finita la sorpresa, si viene rigettati nel mondo delle stravaganze. Ed invece è importante far capire che è uno sport, con una struttura alle spalle, con istituzioni ufficiali, con "campioni del mondo", "classifiche internazionali", ecc...

ES: che canali hai utilizzato? C’è una pianificazione dietro ai tuoi interventi?
2C: Mi muovo su tutti i canali (media) possibili, lavorando molto spesso. Forse anche troppo a volte... ma dà i suoi frutti! Il primo e il più ingente è sicuramente Internet: ho tante mie "porte" di comunicazione. In primis il mio blog personale che da 3 anni raccoglie tutte le mie esperienze e alcune curiosità dal mondo del frisbee, con report, foto, video, approfondimenti, ecc. E poi con il sito dell'Acrobatic Frisbee Team più ufficiale e con foto e video delle performance e quello della Federazione Italiana dove, in maniera ancora più ufficiale parla non solo delle cose che mi riguardano da vicino, ma pubblico news e materiale riguardante l'intera scena italiana del freestyle. E poi c'è il sito del Paganello, il torneo di cui sono Tournament Director, il sito in costruzione della Frisbeepedia (sì esatto, l'enciclopedia del Frisbee) e infine il sito Sport Estremi, altro portale su cui scrivo news.

ES: per i social network capitolo a parte?
2C: Ovviamente i social network! mi muovo
molto molto attivamente su Facebook (con il mio profilo costantemente aggiornato e su cui pubblico tutto, più altre pagine pubbliche), su Twitter (sempre aggiornato), su Flickr (ultimamente un po' meno) e YouTube (con il mio canale). Oltre ad essere presente su Technorati, Wikipedia, MySpace, Vimeo, Blip TV, Nat Geo, MTV Freestyle e altre piccole cose, senza dimenticare l'aggregazione di tutti i miei post su Liquida, Diggita, OkNotizie, Badzu, Fai Informazione, Wikio. Poi ogni volta che ottengo un successo degno di nota (vittorie a tornei o apparizioni TV) scrivo in prima persona ai giornali locali, su cui quindi escono costantemente diversi articoli: molte le persone che ogni tanto incontro e mi dicono di aver letto qualcosa. Sono sempre giornali locali, ma comunque almeno in zona rappresentano un'ottima azione di "spread the jam".

ES: e il lato TV?
2C: Per la TV serve molto l’Acrobatic, il gruppo di animazione e spettacoli è abbastanza affermato. In questo modo si riesce ad avere credibilità e rispondere con buone probabilità di successo a quei programmi che cercano spettacoli originali, talenti, sport "innovativi". E l'attività su internet e sul campo facilita il fatto di essere trovati se sono loro a cercare qualcosa. Per esempio per Scalo 76 Talent (Rai 2), siamo stati noi a scrivergli: curriculum e presentazione han ftto si che ci richiamassero in una manciata di ore. Mentre per Italia's Got Talent (Canale 5) sono stati addirittura loro a chiamare noi... per ora è andata in onda solo la puntata pilota (in cui avevamo una rapida apparizione) e la pubblicità [Ovviamente indovinate chi è l’esagerato coi due dischi…]. Per la programmazione completa c’è da attendere.

ES: Ok. Direi che adesso è il tempo di farmi un breve riassunto di tutti i posti in cui ci può stare che qualcuno ti abbia visto e anche di quello che si prova a freestyleggiare davanti a una telecamera.
2C: Beh la prima sensazione è una soddisfazione fortissima. Soprattutto perchè quando ho cominciato a giocare, ero lo sfigato del frisbee: in molti mi prendevano in giro, magari non con
cattiveria, ma c'è voluta molta determinazione e faccia tosta da parte mia. E spesso, in maniera scherzosa dicevo: Eh sì, poi tra qualche anno quando mi vedrete in televisione direte "Ah, ma io quello lo conoscevo". Ed è successo veramente!!!
La prima volta era la paura la sensazione dominante: Circo
Massimo Show 2007, prima serata estiva Rai 3, condotto da Fabrizio Frizzi e Belen Rodriguez. Ok, era registrato ma avevamo solo due possibilità per l'intero show e gli errori si sarebbero visti. Prima di girare facce bianchissime, mani sudate, mal di stomaco e gran tensione, ma alla fine è stata una bellissima esperienza. Riguardarsi poi spacca! E poi ancora una volta gran tensione per la prima diretta: un breve collegamento in Spagna, durante un tour per Kinder Bueno.
Non ci sono
possibilità di sbagliare, sono da solo, con tutte le persone del tour a contare su di te, se sbagli sei fottuto. L'attesa è lunghissima, soprattutto quando iniziano a contare i secondi prima del collegamento, ma poi la diretta sfugge in un lampo! Incredibile... E poi ne sono seguite tante altre, anche più lunghe: prima nel 2008, con Trebisonda, nel pomeriggio di Rai 3; poi diversi collegamenti su Sky Sport (dal Motor Show e dal Paganello), un programma TV registrato a Londra e poi MTV di nuovo in diretta con la Canalis nel giugno 2009. Poi Scalo 76 Talent per un'intera settimana sempre in diretta, davvero gran stress, ma di nuovo super soddisfazioni e davvero tanto spazio. E Italia's Got Talent si ricorda per il mal di stomaco peggiore: sapevamo che, seppure non in diretta, l'unica esibizione sarebbe andata in prima serata su Canale 5, in un programma super seguito, e non puoi millare davanti a Gerry Scotti e Maria de Filippi [il pubblico vorrebbe una flamingitis sul suo volto, mi sa. Che ne dici? Nota di ES]!
E infine l'ultima esperienza, una delle
migliori: girare un film. Sì, alla fine è uno spot da 30 secondi, ma girato come un film: telecamere analogiche con pellicola, non immagini quante persone a lavorare, set incredibili, luci come soli artificiali, pannelli giganti, attori, costumi, make up, hotel, viaggi intercontinentali. E ripetere la stessa scena per 1 ora (e davvero 1 ora lo stesso esercizio), sulla sabbia morbida, col vento alle spalle, con un frisbee dipinto e stando in due centimetri perché il regista adesso vuole fare una ripresa super figa da super vicino. E nello stesso momento recitare, cosa che non ho mai fatto. Gran lavoro di mimica. E sorridere, un sacco e sempre! Cazzo sorrido che sto morendo e mi vuoi far fare cose impossibili! E uscire dal set con un quasi crampo alla coscia e con i muscoli facciali doloranti, ma con l'applauso di tutti. Spacca... E poi vedere che tutto quel lavoro, 4 giorni di ripresa, stare in spiaggia da prima che sorga il sole a quando tramonta, tutte quelle persone (e tutti quei soldi) sono veramente una ripresa super figa, seppure per pochi secondi. E per un Cornetto che si venderà
in Turchia. Ma spacca... e lo rifarei mille volte.

Fine della modalità intervista. La lezione sembra questa: mettercela tutta, infilarsi in ogni spiraglio per riuscire a dire la propria e approfittare di ogni occasione. Di tanto in tanto, ricordarsi di respirare e fare stretching.


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