mercoledì 28 aprile 2010

Com'è andata a finire: guida ai finanziamenti 2010 Regione Piemonte.


Vi ricordate la Letterina a Paolo Cattaneo? e le novità seguite alla sua risposta? Finalmente posso raccontare com'è andata a finire.

Ovviamente non è stato Paolo Cattaneo a rispondermi, ma Davide Bono. Dopo la Letterina al MoVimento, Davide mi aveva detto di scrivergli e così ho fatto. In fondo, ora che è in giunta il sito del consiglio regionale è anche suo e quell'errore (sotto la dicitura 2010 compare il link a una guida2008) lo riguardava.

Davide mi ha spiegato che di errore non si tratta. Lo studio infatti è iniziato nel 2009, si riferisce a dati del 2008 ed è stato pubblicato nel 2010. Ecco spiegata la differenza tra la data del file (che si riferisce ai dati utilizzati) e quella del link (che tiene conto dell'anno di pubblicazione).

Il problema è un altro: studio. Come ha notato Davide si tratta infatti di uno studio ma dei dati non c'è traccia. Il documento riporta solo i criteri per richiedere i fondi ma non dice quanto è stato dato a chi e perchè.

I dati sono comunque accessibili perchè c'è "trasparenza": online non li pubblicano integralmente ma se si va a Torino e si compila un modulo ci ottiene l'accesso. Beh, poteva andare peggio, ok, però non capisco perchè già che han fatto la fatica di metterli online ne hanno messa solo un parte?

Davide mi ha detto che per il primo consiglio a cui parteciperà - il 3 maggio - farà richiesta dei dati (e una volta avuti troverà il modo di rendere accessibile il tutto anche ai non torinesi).

Un'altra domanda è questa: visto che di studio si tratta, chi ha stanziato i fondi per realizzarlo?

(Ringrazio Davide Bono per l'attenzione e per avermi consentito di render conto del nostro scambio di mail. Come sempre buon lavoro!)


Post correlati
La risposta di Paolo Cattaneo
Letterina a a Paolo Cattaneo
Letterina al MoVimento 5 stelle




Condividi su FB

2 commenti:

  1. Ciao Guglielmo, la questione dell'accesso agli atti e della trasparenza più in generale, contro la quale sei arrivato a cozzare, è una delle "barriere" che vengono poste a parziale tutela della riservatezza di alcuni atti delle amministrazioni. Mi spiego: è tutto pubblico tranne ciò che viene coperto da segreto per motivate ragioni, dopodiché qualcosa viene pubblicato (su internet ad esempio) e qualcosa no. Non voglio entrare ora nel dettaglio di questa scelta, ma sappi che se ti interessa accedere ad atti pubblici, ma non pubblicati, esiste apposita normativa di riferimento (http://www.comune.novara.it/servizi/ambiente/atti/normativa.php) e modulo da compilare (http://www.comune.novara.it/servizi/ambiente/atti/atti.php) nel quale devi dire chi sei e perché vuoi accedere a tali atti. Come motivazione non è ammessa "sono fatti miei". Come se non bastasse la documentazione spesso ti viene fornita in formato cartaceo ed il costo delle copie viene addebitato a te, un tot a pagina, con tanto di bolli, timbri e spreco di tempo, carta, toner, ecc. ecc. non ricordo di preciso quanti centesimi a pagina. Esempio pratico: i verbali dei consigli comunali. Se un cittadino vuole sapere cosa accade in consiglio comunale ha due possibilità, o si prende un giorno di ferie e va a seguirlo direttamente in Comune o aspetta sei mesi che il verbale venga trascritto (altro abisso) e approvato, dopodiché ne fa richiesta e lo paga. Poteva andare bene nel secolo scorso quando non avevamo strumenti per fare diversamente, oggi non è più accettabile. Oggi si deve fare così: http://www.comune.laspezia.it/ilcomune/consiglio_comunale/consigli.jsp. Chi lo fa? Un ragazzo o due come servizio civile, e gli farebbe anche curriculum.

    Luca Zacchero

    RispondiElimina
  2. Mmm... interesting! è pubblico il motivo della riservatezza o c'è da fare richiesta anche per quello? L'amministrazione può rispondere "sono fatti miei"?
    Nel caso dei verbali, perchè sono riservati?

    RispondiElimina