giovedì 8 aprile 2010

Yoani Sanchez, Wired e la triennale.

Non c'è tempo per rivedere gli appunti e raccontare in modo ponderato. Non avevo mai sentito la mancanza di un device tipo iotelefono per diffondere in tempo reale dei contenuti, ma c'è sempre una prima volta. Ecco quindi qualche impressione ancora-a-caldo-ma-non-live su quanto successo oggi in Triennale a Milano (presentazione Wired + collegamento Yoani Sanchez).

Ok, arrivo e sbaglio strada, ma sono comunque lì per le 17.30. Vedo un'anima in pena come me alla ricerca del teatro agorà. Proviamo a entrare ma ci dicono che è troppo presto. Ci raggiunge un altro tizio che se ne sta sulle sue e che si rivelerà come un giornalista di libero. Passa il tempo, Domenico (tra anime in pena ci si presenta) ha visto - lui che i) ha un iphone e ii) lo ha dietro - che riccardowired ha detto mezz'ora fa che stava arrivando. Il personale della triennale non riesce a tenerci lontani dal teatro e verso le 17.45 siamo dentro. Il posto è bellissimo: raccolto, pieno di legno e di monitor.

Prima buona notizia: lo staff ci dà due flyer e si scopre che:
Le presentazioni in triennale dovrebbero diventare un appuntamento mensile fino a dicembre.
(Dietro questi fogli ci sono i miei appunti, caso mai dovessi usarli).

Arriva Riccardo Luna, spunta un ipad, arriva Luca Sofri. Breve presentazione di Riccardo e del direttore triennaloso che inaugura uno spazio di collaborazione. Nel frattempo è arrivato Alessandro Scotti, autore del pezzo su Wired dedicato alla blogger Yoani Sanchez e prova a mettersi in contatto con loro. Anteprima di due minuti del pezzo di Current su Yoani.

Guaio! Innanzitutto trovare la linea. A casa Sanchez vengono consegnati i diplomi ai 30 studenti della Sanchez che insegna come fare blogging nella difficile situazione cubana (andando avanti si scoprirà che l'insegnamento non è solo tecnico a livello di hardware, accesso alla rete e gestione del blog ma anche a livello giuridico).

Guaio due! C'è la linea ma... come fare arrivare la voce di Yoani?
Guaio tre! C'è la linea, ci arriva la voce, ma come fare arrivare il nostro applauso? Soluzione: non importa quanto sia evoluto il tuo cavo o l'impianto, iphone e microfono sono la risposta migliore.

E poi sono parole che più o meno si capiscono e traduzione, o meglio, riassunti di traduzione; che il tempo è tiranno e la connessione gracchia. Sono state raccolte delle domande e, soprattutto, ci sono in sala/teatro giornalisti (il fatto, la stampa, libero, l'espresso). Qualcuno si fa sotto di persona e habla espagnol, altri no.

La prima domanda - in realtà una domanda che Alessandro riporta - suscita le ire di una signora (cubana) del pubblico che dice "Stai dicendo una stupidaggine [...] Dici cose non vere [...]. C'è destra, sinistra e ciascuno tira l'acqua al proprio mulino".
Riccardowired: "noi non abbiamo un mulino". Nota generale: Alessandro sta riportando una domanda, come mai la cara signora non se la prende con l'autore invece che con l'ambasciatore?

Un po' di tensione (verbale). Da Cuba Yoani apre al confronto, Riccardo propone alla signora di fare dopo la sua domanda (sull'embargo). Tutto risolto. Ancora domande e domande (una anche sullo scrivere a Obama per l'estradizione in Italia o Venezuela di un terrorista il cui nome è negli appunti). Parla anche il marito di Yoani per rispondere alle domande sulle pressioni e le intimidazioni.

La signora decide di andarsene perchè non le interessa quello che viene detto (alla faccia del confronto) e pretende di legittimare la sua uscita di scena con un "sono cubana". Riccardo fa notare che lui è "peruano" e precisa che non è uno scherzo. La signora non ne pare troppo convinta. Saluto cordiale e arrivederci. Riccardo vorrebbe fare la domanda sulla situazione economica cubana ma non c'è più tempo. Applauso e ciao Yoani.

Poi l'anteprima del video che arriverà su Current verso settembre, mese decisivo per le candidature. Alcune frasi restano come tweet anche senza guardare gli appunti:
"Io sono tanto favorevole a internet ma in questo caso devo ringraziare il telefono. Non avrei mai pensato che il telefono potesse ancora regalarci queste emozioni"
(Riccardo)
"Non ti ammazzano fisicamente, ti ammazzano socialmente"
(Yoani)







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