lunedì 3 maggio 2010

Malcolm Gladwell - Il punto critico. Diffusione virale di idee.

Da un po’ prometto di parlare di Malcolm Gladwell e di quanto teorizza ne Il punto critico. Come piccoli cambiamenti possono fare la differenza. Ora che lo faccio, mi dispiace brutalizzare la sua prosa dove teoria ed esempi sono fusi in un'unica narrazione. In questo modo però posso sintetizzare meglio i suoi contributi teorici.

Il libro prova a rispondere alla domanda: come si diffonde un’idea, una moda, un movimento, un prodotto? La risposta è: guarda e impara. Dalla epidemie.
Gladwell enuncia queste tre regole: la legge dei pochi, il fattore presa, il potere del contesto.

Gli elementi chiave della prima legge sono tre tipologie di persone: i connettori, i venditori e gli esperti di mercato. Ovviamente si danno casi di persone capaci di svolgere più ruoli, ma di solito uno predomina.

I connettori sono internet, solo più in piccolo e attualizzati. Riescono con una telefonata o una mail a mettervi in contatto con chi state cercando. Per la diffusione virale del vostro messaggio dovete passare da loro.

I venditori invece sono le migliori persone per piazzare la vostra idea al vostro pubblico. Dove il connettore può solo far giungere la voce il venditore riuscirà: che si tratti di un congelatore al polonord o di tesserare un applico.

Gli esperti di mercato si distinguono per competenze tecniche. Dato un certo settore nessuno è come loro. Immaginateveli come nerd che sanno tutto dei ritrovati tecnologici o tifosi che conoscono tutte le statistiche di Nadal e Federer è fuorviante. Ecco gli esempi di Gladwell: persone che sanno sempre dove farvi comprare al miglior prezzo o esperti di camere di albergo a New York che conoscono anche il numero giusto da chiamare per ottenere la stanza a due terzi del prezzo.

Il fattore presa – la seconda legge – è quella che farà storcere il naso ai sognatori e ai teorici della causa giusta in sé. Essa dice che non importa quale sia il messaggio, quanto sia giusto etc etc. il problema è trovare la forma giusta e catchy, c’è un modo talmente semplice per dire le cose da renderlo irresistibile. Il guaio è trovarlo.

La terza legge – l’importanza del contesto – rende giustizia all’intuizione secondo cui l’ambiente, nel senso più lato possibile, gioca un ruolo fondamentale. L’analisi di Gladwell vuole mettere in luce che il contesto è il più ampio possibile e include fattori che esulano dagli indici più accreditati per spiegare certi fenomeni.
Caso della criminalità a New York: serve davvero che la situazione economica migliori per diminuire il tasso di criminalità? La risposta è che finchè lasci che la metropolitana faccia schifo e non ripari le finestre rotte della periferia cambierà ben poco.
L’ambiente offre molti segnali capaci di influenzare il nostro comportamento. Chi ha operato su finestre e metropolitane è riuscito a diffondere implicitamente un messaggio che non si poteva non notare in una città come New York dove la metropolitana è un’istituzione. E questa operazione ha portato un abbattimento del tasso di criminalità. Anche senza una contemporanea ripresa economica.

Il libro vale davvero la pena. Gladwell vuole prima di tutto raccontare una storia, anche se la sua indagine vi porterà di case-study in case-study: dal diffondersi del messaggio che portò all’indipendenza america al successo di Sesame’s Street, dall’analisi della criminalità a NY alla lotta all’AIDS passando per il problema di come riportare la notizia dell'aumento del tasso di suicidio. Ce n’è per tutti i gusti!



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2 commenti:

  1. nel fattore presa mi sono imbattuto per la prima volta un anno fa, quando cominciando una ricerca sul ruolo delle 'storie' nel cambiamento sociale ho letto un saggio di un attivista politico che spiegava proprio lo stesso principio del fattore presa dopo tanti anni di esperienza sul campo. =)
    e da buon (?) persuasore occulto purtroppo so cosa vuol dire... anche se - nonostante tutto - la mia razionalità fa ancora fatica ad accettarlo. ^___^

    grazie per il post regalo! =)

    p.s.: hai forse dimenticato di spiegare la prima regola, "la legge dei pochi". =P i'm curious...

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  2. Ehm, ni. La legge dei pochi è la caratterizzazione delle tre tipologie di persone. Mi manca forse da dire che: "Non tutte le persone hanno le capacità per diffondere un'epidemia di idee. A una moltitudine indifferenzata è meglio opporre un piccolo team composto da poche persone che però abbiano queste caratteristiche". Va meglio così?
    Grazie di avermelo fatto notare e...
    Che saggio di attivista?

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