giovedì 20 maggio 2010

Nichi Vendola sa stare su internet? (nota sullo scambio Vendola-Terranostra)



Nichi Vendola, per molti è il volto nuovo del PD. Se non volete fare complimenti troppo grossi al PD e dispiacere @Vendola, dite pure "il volto nuovo della sinistra".
La sua storia si riassume (ingiustamente, forse) così: sfida la gerarchia del PD in Puglia e vince, si presenta in modo diverso ai talk show, ha un linguaggio e una comunicazione diversi dagli altri etc etc. Insomma: è grazie a lui che disponimo dell'aggettivo vendoliano.
Inoltre, sembra aver capito qualcosa della rete: su facebook ha più di 100000 fa e ha ubn account Twitter che, comprato con cosa fanno i suoi colleghi, non è usato male.

La domanda, adesso, è banale: Nichi Vendola sa stare su Internet?

Quindi tutto bene. Siamo salvi. C'è speranza per l'opposizione, anzi, mi correggo: c'è speranza di avere un'opposizione. E invece no.... O meglio, non è tutto rose e fiori.

Il motivo è questo: la risposta sul blog di Vendola a un articolo del giornale online Terranostra
Vendola sarà bravo su Twitter, avrà seguito su facebook ma in questa risposta dimostra di non saper gestire un blog.

Primo errore: il blog non può essere commentato. Il verbo vendoliano non può essere discusso nella sede da cui è proferito, ma soltanto condiviso con altri (su facebook e basta, tra l'altro).
Se proprio volete commentare potete glossare il Testo Sacro vendoliano sul suo profilo di facebook. Ok, si dirà può essere una scelta condivisibile, ma che figura ci fa chi si dichiara disponibile all'ascolto dei cittadini e poi non consente il commento - magari moderato - sul proprio blog?

Secondo errore: il blog non ha la cultura del link. Il caso della risposta a Terranostra è paradigmatico. Vendola cita l'articolo ma non lo linka e, come se non bastasse, cita il sito e non linka nemmeno quello.

Perchè nemmeno il più acuto interprete della nuova sinistra - lo dico senza ironia - non riesce ad accorgersi che questo modo di stare in rete è l'analogo web del comportamento di Emilio Fede con Pietro Ricca o di quello di Berlusconi con le 10 domande di Repubblica?

Vorrei dei politici capaci di ascoltare e di rispondere (e questo Vendola su Twitter sembrava farlo). Non voglio un altro predellino virtuale, vorrei un modello orizzontale di comunciazione, scambio e interezione.
Certo, è difficile, ma proprio Vendola sembrava uno disposto almeno a provare a fare qualcosa di difficile.

Una settimana fa, in Triennale per una presentazione di Wired, Luca Sofri ribadiva come un link non reso disponibile è qualcosa che non si vuole che i propri lettori sappiano. Al contrario un link messo a disposizione è la volontà di condividere delle informazioni col lettore.

A questo si può solo aggiungere che, se nel giornalismo standard la prima cosa che si insegna è quella di verificare le fonti, una volta che si passa online il minimo - oltre alla verifica - sarebbe citarle, le fonti. Anche quando dicono cose spiacevoli.

Nota sul contenzioso: Terranostra parla di "iter autorizzativo palesemente illegale" e non si capisce bene quale sia. Per quello che capisco si tratta del fatto di non aver ascoltato i cittadini, ma non ci sono atti errati o provvedimenti invalidi citati.
Vendola ribatte che l'iter "è stato caratterizzato dalla massima trasparenza" e ne fa un breve riassunto non tecnico. Purtroppo mancano link e ulteriori informazioni, che però spero ci verranno fornite presto.





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2 commenti:

  1. Mazza endecasì...
    nn ti sfugge niente!

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  2. @Creattivina: insomma, si può sempre migliorare ;) Ad esempio mi han fatto notare che forse è un guaio con l'ufficio stampa (e allora Nichi ha un problema nell'aver scelto proprio loro) e poi mi han detto che il blog di Sonia Alfano usa un modello più open. Vedrò che combina...

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