lunedì 17 maggio 2010

Si possono sovvenzionare ricerca, istruzione e innovazione? (Letterina al MoVimento 5 Stelle)



(Sognai talmente forte, che mi uscì il sangue dal naso)

Caro MoVimento, caro Davide,

forse mi sto montando la testa e sogno troppo forte. Ancora il naso non sanguina però. Prendo spunto da queste constatazioni e vi propongo un’idea (folle?). Tutti parlano di scuola, cultura, università e riforma dell’istruzione. Alla fine l’unico investimento in formazione (per giovani e non solo) è tagliare i fondi per la ricerca e trasformare le sedi di cultura in aziende perchè, per dirla con Albanese, c’è tanta crisi (ohi! se ne sono accorti anche loro).
Talmente tanta che chi vende il proprio voto si accontenta di 30 euro, visto che tutto fa brodo.

E mi chiedo: perché la politica non investe in cultura e formazione? Non chiedo una riforma dell’istruzione, ma qualcosa come un bando pubblico. Una cosa tipo un contratto di consulenza a progetto, con la differenza che il committente non ha già in mente qualcosa ma vuole proposte dai cittadini (non male per ricucire lo strappo cittadino-politica di cui tutti parlano, no?).

Ho assistito alla vostra riunione in streaming (grande iniziativa!) e ho scoperto che adesso avete dei fondi ottenuti semplicemente riducendovi lo stipendio e donando quel che rimane alla causa del MoVimento. Ho capito che usate questo stipendio per creare posti di lavoro (altro che il Berlusconi 1994): assumerete personale di segreteria, membri per l’ufficio stampa etc. In generale “portaborse” che pagherete dignitosamente e non in nero come fanno a Montecitorio (vedi La casta).

La sfida ulteriore, secondo me, è quella di usare i vostri fondi anche per promuovere la ricerca. In modo soprattutto simbolico, forse. Se però è vero che c’è crisi e il voto si vende a 30 euro, forse un contributo di ricerca e autoformazione in un range tra i 100 e i 1000 euro andrebbe più che bene.

Messa così è solo un’idea, ora cerco di sostanziarla.
Il committente (voi o la politica "standard" casomai mi leggessero e approvassero) avrà i suoi interessi. Purtroppo chi richiede un contributo non può semplicemente leggersi tutta l’opera dei presocratici e stop. C’è qualcosa da dare in cambio. Come possiamo far funzionare questa idea?

La trasparenza come al solito sarà l’elemento base. Tutte le richieste devono essere accessibili e deve essere chiaro a chi e perché viene dato il “finanziamento” (eventuali clausole per evitare incompatibilità o conflitti di interesse dipendono da voi). Questo è scontato.

Cosa può chiedere il MoVimento? Nell’ottica di rendere accessibili a tutti le informazioni e la conoscenza mi sembra che possa chiedere minimo due cose: un documento dove si presenta la ricerca nei dettagli e una presentazione a una qualche assemblea (tanto basta filmarla e via ustream diventa accessibile a tutti). In caso di materie più tecniche non sarebbe male avere anche degli how-to o l’impegno da parte di chi ha intrapreso il progetto di fare formazione ai movimentati interessati o, perché no, a tutti i cittadini.

Che cosa può interessare al MoVimento? Questo lo sapete voi, io provo solo a fare qualche congettura su:

1. A chi può interessare?
Abitudine a contratti, scadenze da rispettare, lavoro da presentare. Si entra basandosi sui propri interessi e sulle proprie aspettative culturali. Non si campa di questa roba. È solo un incentivo per evitare la depressione da "mi sono iscritto alla facoltà sbagliata" oppure da "non posso combinare un cazzo qui dove la mia cultura e la mia professionalità non sono considerati". Così si può incoraggiare un approccio interdisciplinari e si abbattano le barriere dell’iperspecializzazione miope.
Serve come incentivo a impegnarsi in qualche progetto che ognuno ha ma magari accantona in nome del pragmatismo o per evitare di sentirsi dire dalla mamma “perdi tempo davanti al pc” “mamma, sto programmando un’app che mi frutta una ventina di dollari al giorno!”.
Laureati a 5 euro l’ora per fare un lavoro non attinente quanto studiato forse si metterebbero di buon grado a far ricerca su quello che gli piace con una “borsa di studio” anche simbolica.
Potreste poi fare due formule: in una proponete voi dei temi, in altre invece accettate proposte.

2. Ecco qualche ipotesi per le proposte non vincolate.
I. Una bella analisi sulle dinamiche di propagazione dell’informazione: da Gladwell a Strogatz, piccoli mondi e la coda lunga del mercato, caos etc. Vi arriva la lista dei testi che uno vuole consultare, qualche riga sul perché chi lo propone pensa possa che il suo progetto possa esservi utile, un curriculum.
La proposta è correlata dalla descrizione del lavoro: riassunto di tutte le opere da consultare, breve presentazione sintetica e disponibilità a presentare il lavoro in una qualche sede fisica o online. In questo modo non rimangano solo byte morti ma possano essere di aiuto e discussi col resto del MoVimento e delle persone interessate.

II. Un reportage da New York sul programma educativo delle Knowledge Is Power Program (KIPP) School. (Corredato dalle stesse indicazioni di prima).

III. Qualcuno che si mette a studiare un po’ di storia economica senza troppi pregiudizi, magari mostrando che quello attuale è solo uno dei possibili modelli economici disponibili.

IV. Un bel progetto a tema sulle dinamiche di social networking (magari per quanto riguarda la politica, vedi Obama) e, connessa all’analisi del buzz, l’analisi di varie tecniche di lettura veloce e strumenti per riuscire a monitorarlo e seguirlo.

Certo, questi sono solo bruscolini rispetto a un’azione di governo seria sull’istruzione e lo sviluppo (se volete, chiamatela riforma). Ma si tratterebbe comunque di un segnale, di un riavvicinamento ai cittadini e di un contemporaneo avvicinamento dell’educazione al web (dove ovviamente in qualche modo avverrebbe la selezione e finirebbero i risultati).
Che ne dite?

Direi che mi sono svegliato. E adesso ho l’epistassi rattoppare.


P.s: Feel free di aggiungere proposte nei commenti, in effetti quattro sono pochine e il MoVimento sembra assei ben disposto a recepire idee...





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2 commenti:

  1. Ciao Guglielmo, l'idea non è folle per niente, mi renderebbe ancora più fiero di ciò che stiamo facendo. Non sarebbe molto dal punto di vista economico ma darebbe un segnale veramente positivo.

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  2. Non so se esiste un bilancio del MoVimento quindi sul versante economico purtroppo parlo a spanne. L'idea principale è appunto quella di dare un segnale, di dire "ci siamo" e che qualcosa si può fare per cambiare le cose. Non c'è solo Italian Valley [http://www.italianvalley.it/] o la comunità europea che possono dare contribuiti all'innovazione. Appena ci sarà un bilancio sono ben disposto a rivedere i miei suggerimenti per la parte economica, anche se di certo non è una cosa che spetta a me scrivere il regolamento e definire le (eventuali) cifre. Io mi sono limitato a dare un'idea. Mi piacerebbe vedere se la cosa può essere sviluppata a un livello più "istituzionale".

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