martedì 29 giugno 2010

Letterina a Vittorio Bertola e al Movimento Cinque Stelle

Caro Vittorio Bertola e caro MoVimento Cinque Stelle,

approfitto del messaggio in cui Vittorio che chiede chiarimenti su un mio commento ad un suo post su facebook per abbozzare una riflessione più ampia sul MoVimento, la rete e la partecipazione.

Vittorio ha scritto: “Chi si è iscritto alla mia piattaforma di partecipazione dovrebbe avere appena ricevuto una mail con la prima consultazione. Se qualcun altro dei nostri elettori vuole unirsi vada sul mio sito e si registri” [i grassetti aggiunti sono miei].
Io ho commentato: “non capisco una cosa "nostri elettori" e "mio sito" non sono in conflitto di interesse?”.
(Ho scoperto ora per caso che lo stesso messaggio, senza però il mio commento si trova anche su questa pagina di Facebook che, a differenza del profilo di Vittorio, è accessibile anche a chi non è registrato su FB).

Vittorio mi chiede spiegazioni e sono ben felice di dargliele: è così difficile essere ascoltati quando si parla, in generale, di politica!
Spero che le mie spiegazioni possano essere utili all’intero MoVimento Cinque Stelle al di là dei vari regionalismi (si veda la polemica candidature in Emilia emersa su Repubblica [penultimo punto] - e la nota in cui Favia due mesi prima dell'articolo dice la sua [questa è accessibile solo via Facebook. Spero vivamente che sia stata pubblicata su un gruppo accessiibile anche a chi non è registrato su FB - e spetterebbe all'autore della nota comunicare questa evenualità - altrimenti è una vera chicca comunicativa da parte del partito della Rete]) o dei conflitti interni in Piemonte (il confronto Bertola – Bono, già ribattezzato “la famiglia di Mao” (Post di Bertola) vs. “la peperonata anarcolibertartismo 2.0” (Reply di Davide, per cui valgono le considerazioni i"dem come Favia" sull'accessibilità)).

Ecco quindi il mio dubbio che, nel caso particolare, ruota intorno a una confusione tra “mio” e “nostro”, tra il personale e il pubblico e, a livello generale, su cosa intenda il MoVimento con lo slogan "ognuno vale uno".

Vittorio chiede infatti ai “nostri elettori” di iscriversi al “mio sito”. Andiamo nei dettagli:
"nostri elettori" = chi ha votato il MoVimento Cinque Stelle alle ultime regionali;
"mio sito" = http://movimento.bertola.eu/ cioè uso e consumo di Vittorio Bertola stesso.

Da qui la domanda - non priva di una certa ironia - del mio commento: caro Vittorio, non è un po’ un conflitto di interesse questo dirigere traffico (e voti) da una cosa che – a quanto ho capito, visto il motto “ognuno vale uno” – non ha padroni né capi come il MoVimento verso il tuo dominio personale, che di padroni ne ha eccome?

(Ok, che il MoVimento non abbia padroni né capi è materia di discussione e forse giuridicamente errato visto che, da quanto ho capito, Beppe Grillo è il proprietario del simbolo perché nel registrarlo serve una persona fisica che ne detenga da quel momento in poi la proprietà.
Però mi sembra che tra il fatto che ci sia un proprietario del SIMBOLO non segue ci sia anche un proprietario per quello che riguarda le posizioni del MoVimento stesso, un politburo che in autonomia può cambiare e decidere le posizioni del MoVimento senza renderne conto a nessuno – in primis direi gli elettori).

La mia domanda non è così infondata perchè, se uno clicca sul “mio sito” e arriva sulla tua piattaforma, si legge: “Se sei una delle persone che mi hanno votato alle ultime elezioni regionali, o più in generale sei un simpatizzante del Movimento 5 Stelle a Torino e provincia, o se comunque vuoi sperimentare un nuovo modo di rapportarti con la politica, registrati qui sotto” [ancora una volta i grassetti sono una mia aggiunta].

La prima qualifica del potenziale iscritto è infatti quella di aver votato Vittorio Bertola (“persone che mi hanno votato alle ultime elezioni regionali”) e solo dopo si passa all’essere "un simpatizzante del MoVimento a Torino e provincia" (ma le elezioni non erano REGIONALI? Il MoVimento poi non mira al rinnovamento di tutta quanta la politica, nazionale e forse non solo – vedi la Alfano che addirittura per le europee è stata sostenuta da Grillo come indipendente nelle liste IdV).

Chi volesse sostenere la tesi "dell’appropriazione indebita" può benissimo tornare alla frase di Vittorio (“nostri elettori” … “mio sito”) e vedere in quel “nostri elettori” un plurale maiestatis di “miei elettori”. Insomma, di quella retorica che fa tanto – attenzione, sto per dire quella che in ambiti movimentati è vista come una bestemmia – “partito” e il cui passo successivo è quello di parlare di sé in terza persona [ie: “il presidente del Consiglio” detto dall’ispe Silvio Berlusconi].

Sempre chi vuole sostenere questa tesi può trovarne una prova nella reazione di Davide Bono che, commendo la stessa entry su FB di Vittorio, scrive: “ti prego solo di non usare il simbolo del moVimento perchè non sei autorizzato ad usarlo...è la tua piattaforma”.
Insomma, ancora una volta il messaggio sembra essere “riconosco il tuo sforzo per mettere su una piattaforma con cui interagire con i tuoi elettori, ma visto che è la TUA piattaforma non presentarla come quella del moVimento perché non sei autorizzato. Non appropriarti del NOSTRO e metterlo nel TUO”.

Caro Vittorio, non pensare che io sia un sostenitore di questa tesi, però mi piacerebbe avere una tua risposta sulla mia ironica proposta del “conflitto di interesse”.
Sono infatti convinto che questa “disputa” sulla piattaforma e l’uso del simbolo sia infatti poco più di una lite condominiale o gli strascichi di una cosa del tipo “mi hai preso il pallone quando ero piccolo”. Ok, ci sono le comunali a Torino a breve, e i maligni diranno che è tutto un gioco per la candidatura a sindaco etc etc.

Secondo me una cosa del genere in un soggetto come il MoVimento Cinque Stelle non può succedere e quindi preferisco vederla come la manifestazione di un problema quasi costitutivo di quello che il MoVimento vuole essere. Qui la mia virtualmissiva penso vada oltre il commento contingente per assumere una valenza più generale. [E forse sarà il caso che la scorpori in un altro post, intanto inizio a distinguerla così]


COSA SI IMPARA DA QUESTA DISPUTA? ((UNO DEI) PROBLEMI DI FONDO)

Insomma, il problema è quello della famosa piattaforma, più volte annunciata da Grillo che però ancora latita. Per ovviare a questa latitanza Vittorio ha costituito una piattaforma, destinata però soltanto a lui e non al MoVimento in generale o a quello piemontese che, avendo due consiglieri in Regione, forse ha bisogno di un modo di essere più vicino agli elettori (Vittorio fa notare a fine del post su già citato su Mao che questo “modo” va ottenuto con la rete. ono d’accordo, anche perché altrimenti il rischio è che il movimento parli di “rete” come il PDL parla di “libertà”).

La piattaforma, in teoria, dovrebbe consentire a tutti i cittadini interessati la possibilità di partecipare e riprendersi la politica. Questo, a quanto ho capito, dovrebbe andare oltre l’effettiva simpatia per il MoVimento, l’essere un attivista o l’aver votato per il MoVimento. Detto in altre parole, registrarsi alla piattaforma non equivale ad essere arruolati nel MoVimento, se fosse così non sarebbe altro che una TESSERA DI PARTITO, composta solo da login e password, ma sempre TESSERA DI PARTITO.

Sempre stando a quello che ho capito, la registrazione alla piattaforma va vista più come il segno dell’interessamento dei cittadini ad occuparsi della propria città, regione o nazione. Un atto analogo all’andare a sentire un consiglio di quartiere, allo scrivere a un candidato alle regionali o a mandare una mail a un giornale.
Serve una tessera di partito per queste cose? Serve essere simpatizzanti o anche nelle fila di qualche entità? Credo proprio di no. Bastano un po’ di interesse e la voglia di fare, ma queste sono caratteristiche che non appartengono, a priori, a nessun MoVimento o partito.

Detto questo, la piattaforma ha dei notevoli problemi per quanto riguarda la sua effettiva realizzazione:

1) Il primo problema è epistemico: chi garantisce che tutti gli interessati ne siano a conoscenza? Come fai a portarci su le persone?
Fare una piattaforma non è il rimedio di tutti mali. Il rischio è quello di compiere una fallacia simile a quanto capita per i meetup.
Si dice “i meetup sono pubblici” e si prosegue (giustamente, credo) “il MoVimento è aperto a tutti” però poi si conclude “quindi se qualcuno ha qualcosa da dirci sa dove venire a dirci le cose. Non c’è bisogno che ci sforziamo e organizziamo per presentarci al pubblico, perché siamo già pubblici. Chi vuole sa dove trovarci”.
Credo che l’errore epistemico sia banale: l’essere pubblico dei meetup non garantisce l’effettiva partecipazione. Un errore analogo è quello di pretendere per aver detto "mi candido a governatore planetario" di essere effettivamente eletto solo per averlo detto pubblicamente.

2) Secondo problema, diciamo "problema essenziale": ammesso che con la piattaforma si raggiunga la completa partecipazione sorge poi un problema (dibattuto anche da Davide e Vittorio) su come garantire sì la più ampia partecipazione senza però “comprometta” (termine osceno, lo so) il MoVimento.
Farò un esempio: supponiamo che la posizione da mettere ai voti sia “volete il nucleare?”. Mettiamo che per qualche motivo (influenza delle lobby, massiccia presenza di iscritti ad altri partiti) alla fine la piattaforma risponda a maggioranza “sì, vogliamo il nucleare”. Che fare in questi casi? Se "ognuno vale uno" e si vuole espandere la partecipazione ai cittadini bisogna accettare obtorto collo il responso.

Il problema quindi diventa: come impedire le infiltrazioni? Un primo screening dai palesi infiltrati può essere “non si iscriva chi ha tessere di partito (eventualmente anche chi ne ha avute)” fornendo una giustificazione come “avere tessere di partito porta il cittadino ad avere un’ulteriore status, più compromesso con quella politica da cui il MoVimento vuole distinguersi”.

Un secondo filtro più estremo – e anche questo compare nella querelle tra Bertola e Bono – è la tesi “il MoVimento agli attivisti”. Insomma, gli hot issues vengono decisi dal nucleo storico, dai fondatori o, su basi storiche e non meritocratiche, dai più attivi (così chi magari è dentro da due giorni ma ha scritto il piano energetico nazionale guadagna il diritto ad esprimersi).
Questa tesi quando si discutono eventuali candidature assume la forma "non voglio che chi non ha mai fatto niente venga al mio tavolo e mangi tutto il cibo che io ho impiegato anni a prepare".

Qui il problema è enorme: decidere cioè fin dove “ognuno vale uno”.
Per quello che ho capito se davvero ognuno vale uno, allora tutti coloro che hanno dato fiducia al MoVimento in una consultazione elettorale, manifestazione, meetup o altro sono più che legittimati nel dire la loro.
Credo che sia una caratteristica del MoVimento quella di considerare i propri elettori come dei pari. Il MoVimento non è un soggetto che si ricorda dei cittadini solo prima delle elezioni, prende i voti, e poi dice “è la volontà del popolo”.
Per il MoVimento i cittadini (soprattutto quelli che hanno scelto di dare fiducia al progetto del MoVimento) sono sempre attivi e sempre tenuti in considerazione.
Il guaio è che non puoi certo far iscrivere alla piattaforma solo chi ti ha votato, oltre che lesivo della privacy, mi sembra come minimo mafioso.

3) Il terzo problema – ammesso che si sia risolto il problema della diffusione e si siano evitate le palesi infiltrazioni – è quello dei contenuti e delle finalità: per cosa va usata la piattaforma?
Se l’intento è quello di ascoltare di cittadini penso di debba soprattutto dar voce alle loro domande e non soltanto, come dice Vittorio nei commenti di un suo post per poterli “interpellare e mobilitare quando serve”.
Questa mi sembra democrazia on demand, il sondaggio di studio sport applicato alla politica.

Ancora una volta però il problema rimane: come porre dei limiti? Che filtri si possono adottare se davvero dovessero servire?
Penso che non ci siano dubbi sul fatto che nessuno vorrebbe veder presa in considerazione una proposta dichiaratamente razzista o xenofoba o degli incitamenti alla violenza.

Più difficile da dirimere la questione sull’interpellare la piattaforma per vagliare le candidature. Un caso su cui si può molto dibattere è questo: il MoVimento ricorre alla piattaforma per scegliere il candidato sindaco a Torino.
Io che non abito a Torino ma in Piemonte posso dire la mia ed essere preso in considerazione? E se invece sono residente, che ne so, a Firenze o a Palermo? E se ho la residenza ad Aci Trezzo però studio e vivo a Torino?
Domanda difficile a cui, purtroppo, non uno slogan o una risposta preconfezionata da dare.

Mi rendo conto di aver scritto quelli che forse in futuro ottimizzerò come due post.
Ringrazio Vittorio per avermi dato l’opportunità di scrivere queste riflessioni e ringrazio soprattutto chi è riuscito ad arrivare fino in fondo.
Buon lavoro a tutti!

(Come al solito i commenti o anche interi post di risposta - nel caso, linkatemeli - sono più che ben accetti!)





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domenica 27 giugno 2010

BQ:RAM "Mrs Minnie" - behind the video with Fabio Sanna

Questa volta passiamo dall’attivismo in prima persona a quelli che sono tra i migliori amici degli attivisti, i videomaker (che spasso a loro volta sono pure attivisti).
A raccontarci cosa c’è dietro il video di "Mrs. Minnie" by BQ:RAM - di cui vorrei tanto fare l'embedding ma non ci riesco, quindi per - ci pensa Fabio Sanna qui nelle vesti di artefice di un video e non oggetto delle riprese (gli capita spesso mentre è impegnato a sfidare la fisica con un frisbee che gli ronza intorno).

ES: Tanto per cominciare chi siete e cosa fa il vostro studio?
FS: In una parola, la nostra azienda si occupa di "comunicazione". Uniamo conoscenze nei principali ambiti artistici (arti visive, musica, scrittura) con una forte conoscenza multimediale per concretizzare un prodotto che sia originale e allo stesso tempo con prezzi vantaggiosi rispetto al mercato.

ES: Ok, ora che sappiamo chi siete, com'è che siete entrati in contatto con BQ e RAM?
FS: BQ e RAM sono due musicisti di Udine che conosciamo da anni, per loro abbiamo prodotto ben 2 video ("Mrs.Minnie" featuring Al Castellana e "Con Te" featuring Tormento).

ES: Entriamo nel vivo. Come si fa a fare un video? La band vi ha detto qualcosa o vi siete lanciati voi? Cosa c'è davvero dietro quei quasi 5 minuti? Uno storyboard, una sceneggiatura, un casting, ore di riprese? Si può avere un dietro le quinte di tutti questi aspetti?
FS: Il lavoro ci è stato chiesto da BQ e RAM sapendo che eravamo capaci di produrre un video low budget di ottima qualità. Il videoclip "Mrs.Minnie" ha mesi di lavoro alle spalle. Se vuoi posso darti una lista dei passi che abbiamo seguito sono i seguenti:
1. Analisi del soggetto e della traccia musicale
2. Stesura della sceneggiatura
3. Riporto da sceneggiatura a Storyboard completo di circa 60 pagine
4. Nel frattempo la nostra crew ha preso appuntamenti e ha fatto casting per i vari ruoli da coprire, scelto le 'locations' tra Muggia e Trieste e comprato il materiale di scena.
5. Le riprese si sono svolte in circa 6-7 giorni, diluiti in circa due settimane.
6. Dopo le riprese ho montato le scene come da storyboard e tutta la storia ha preso forma.
Non posso negare che sia stata un'esperienza da cui abbiamo appreso tantissimo.

ES: Puoi raccontarci il video?
FS: Il video potrebbe benissimo essere la metafora della situazione che molti di noi viviamo. La protagonista, Mrs. Minnie è una musicista che vorrebbe aver più tempo per sé e la sua passione, ma il lavoro la opprime. Ispirata dalla vita di Minnie Ripperton (a cui il video è dedicato) riesce finalmente a trovare il coraggio per andarsene inseguendo la sua strada. Il video ci insegna che la vita è una sola, e che è inutile sprecare i propri talenti inseguendo il dio denaro.










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lunedì 21 giugno 2010

Blogger Design e Analytics: scompiano le statistiche? Copiate lo script

Post sulla storia di un utonto (io) che passa tutto contento a Blogger Design e si ritrova senza le statistiche di Analytics.

Il motivo è questo: Blogger riscrive l'html del blog utilizzando il nuovo modello e perde lo script di Analytics, quello che monitora il traffico del sito.

Il problema si risolve facendo copia e incolla con lo script di Analytics, inserendolo in qualsiasi punto tra i tag body e /body (grazie a Mikispag per avermi detto che ovunque uno li metta funzionano sempre bene)

A proposito, lo script lo trovate selezionando la domanda: Come faccio a sapere se il codice di monitoraggio è stato installato correttamente? nel profilo di Analytics (al terzo punto).


Ricordatevi di cambiare la parte in grassetto con il vostro codice di Analytics (che trovate accedendo su Analytics e poi selezionando "Modifica impostazioni account").

Spero sia di aiuto.




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venerdì 18 giugno 2010

TwINtterVISTA @Rossa88

Ritornano le TwINtterVISTE e stavolta tocca @rossa88, blogger, studentessa di legge, dispensatrice di pensieri su qualsiasi cosa e autrice con @mindwilderness del rivoluzionario #catechismoPD su Twitter.

ES: diciamo che sai le regole (Q&A tweet su tweet). Parto dal tuo profilo. Euroscettica in che senso? Perchè non c'è l'esercito o come la Lega?
R88: nessuna delle due :) mi rifaccio alle opinioni di un giurista inglese, Ian Ward, il quale ha sottolineato i grossi limiti di quella che è un'unione solo fittizia poiché sostanzialmente economica: non c'è coesione politica.

ES: Ok, allora si può andare avanti col riscaldamento. Come funziona con le terre nere di cui sei passionaria? Quante lingue sai?
R88: Le nere terre: l'Agro Pontino, zona notoriamente di destra. Mi hanno dato i natali, e, strano a dirsi, mi hanno resa quella che sono,per reazione. Purtroppo l'unica lingua straniera che conosco abbastanza bene è l'inglese, le altre quasi per niente. Ma ho intenzione di rimediare :)

ES: Ok, no Africa Involved. Era QUEL nero, eheh. Ma cos'è che sei? Una postmodern comunistoid? Sembra una definzione da #dizionarioPDL...
R88: No, niente Africa. Anche se in quel continente voglio finire i miei giorni ;) Io sono anarchica, i comunistoidi postmoderni sono una simpatica immagine uscita dall'estro creativo di @linux29 :) ci si gioca un po' su

ES: ha un follower in più. Ma tu, oltre a studiare che fai? La blogger non allineata come dicono su @politwica?
R88: Oltre a studiare dispenso opinioni non richieste! :D nessun impegno in particolare, qualche collaborazione. Il blog di cui parla @politwica credo sia quello della redazione di cui faccio parte. Curiamo una specie di "inserto" settimanale su un quotidiano locale.

ES: Com'è la stampa locale da te? da me il #PD dice che non è questione di soldi ma di "volontà politica" se manca stampa locale "non di destra"
R88: La stampa locale qui è un disastro: quelli più a sinistra (con i quali collaboriamo noi) sono nostalgici craxiani piegati (d)agli editori

ES: Craxiani? a sinistra? qui la società civile è paralizzata dal clero. Se inizi a politicare è in oratorio... Ok, stop: mi devo deprimere
R88: eheheh, siamo messi male...tu di dove sei?

ES: Sono di passaggio a Novara, ma da 13 anni oramai. Continuiamo la prox volta? ah, avvertimi quando sei stufa di tweet domande ;)
R88: ahahah, twitintervista ad libitum!! :) ok, alla prossima. Buona giornata

ES: non resisto: dimmi come nasce #catechismoPD... è una reazione ai loro tentativi quotidiani per non farsi votare più dai suoi stessi elettori?
R88: tornata ora da Roma... il #catechismoPD nasce da un gioco che facciamo ogni tanto io e @mindwilderness: prendiamo in giro le frasi tipiche del PDino, quelle che dicono in ogni occasione pur di non ammettere la loro incompetenza! A me poi è venuta l'idea di condividerle con voi

ES: te ne siamo grati. Che mi dici di @pdnetwork e in generale della comunicazione del "partito di opposizione"?
R88: diciamo che riconosco i loro sforzi, ma mi cadono le braccia se penso che fanno capo al "partito di opposizione"...voglio dire, sono scoraggiati e fiacchi: ciò che scrivono, che divulgano, sono le stesse cose che potrebbe scrivere un elettore qualsiasi. Dal primo partito di opposizione ci si aspetta di più. Anzi, si dovrebbe pretendere di più.

ES: e come si pretende di più? non li voti più? speri in un rinnovamento? (vendola, civati, altro). O fai da te (lista civica...)?
R88: Non li ho mai votati. Alle primarie ho cercato di aiutarli,votando Marino. Ma loro sembrano fermamente decisi a suicidarsi nel rinnovamento non ci spero più. Mi piace Vendola, mi piace Sinistra Ecologia e Libertà e spero che cresca. Le liste civiche, dipende non si può fare un discorso così generale per quelle. Bisogna vedere caso per caso. Ce ne sono comunque alcune valide.

ES: pensi che il #catechismoPD li aiuterà?
R88: No non credo,li infastidirà solamente. Non sono abituati ad ascoltare le critiche, e accettano solo commiserazione e giustificazioni.

ES: io mi stupirei se lo tenessero d'occhio o ne venissero a conoscenza. Per quanto mi stia dando da fare a diffondere il verbo...
R88: sarebbe bello se la prendessero come una critica costruttiva...ma ci credo poco

ES: non possiamo finire così, serve un finale alternativo...che ne dici del #lostfinale? Come andrà a finire il #noalbavaglio? Vuvuzelas il 9/7?
R88: Confesso di non aver mai seguito #Lost... il #noalbavaglio boh. C'è chi dice finirà in una bolla di sapone (a questo punto lo spero, anche perché se aspettiamo la sinistra siamo fritti). In ogni caso spero nel popolo unito che giammai sarà sconfitto :D

ES: e dopo gli Intillimani si passa a MJ. Se vale "don't stop 'till you get enough" e per te è enough hai carta bianca per il prossimo tweet...
R88: :) ma sì, secondo me può andare così...grazie mille!sei stato gentilissimo!





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TwiNtterVISTA @AuraConte
TwiNtterVISTA @ReduceToReuse (Elisabetta Lombardo)

martedì 15 giugno 2010

Luke, sono la tua pensione.


(Se siete giovani e volete una discussione più seria dell'argomento andate a vedere cosa dicono su NoiseFromAmerika su come ci stanno tassando. Se non avete un Fener a farvi da pensione sarà durissia. E guarderete ancora peggio i pensionati in bicicletta contromano o sul lato sinistro della carreggiata...)

Chissà cosa ne sarebbe dell’epico scontro con rivelazione finale tra Luke Skywalker e Anakin “Darth Vader/Lord Fener” Skywalker. Siamo in possesso di un’inedita rivisitazione ai giorni nostri dello scontro.

Mettiamo che Luke sia un fanatico dei centri sociali - che vi aspettate da Rosso 5?) - e che oramai sia scappato di casa per vivere il suo romanzo di formazione/psicodramma. Scontato, ma sempre meglio della foresta di Yoda. (Per compensare le lezioni di logica e il terzo escluso di Yoda, Luke legge i libri di Berto sulle logiche paraconsistenti).

Luke si scontra contro la multinazionale di Sith, nel senso che è sguattero lì dentro per un Oscuro Capo dal Capo Pelato (OCCP). L’oscura pelata è celata non con il mascherone, ma col parrucchino e il cerone. Nonostante tutto la voce del Capo è come quella di Umberto Bossi dopo l’operazione. Chhhhh!

Luccccch, fammi il chhhhhaffè. Chhhhazzo! Chhhh...

Ovviamente Luke finisce licenziato e, in quanto stagista, ovviamente non lo cassa(DIS)integrano (altro che i fulminatori imperiali in azione).
Luke decide di agire e, collegatosi a internet, scopre che in Francia stanno imprigionando i manager. Con i suoi amici nerd (D3BO e C1P8) pure loro licenziati, progettano una cosa simile.

I tre scapestrati riescono nella loro impresa, alla faccia del budget per la sicurezza alle stelle e dei bodyscanner. La tattica? Un venditore su Amazon.com di un amico di Tarantini e una telefonata all’agriturismo di Patrizia D’Addario (altro che quel pappone Jabba e Mos Eisley).

Il vertice della tensione lo raggiungiamo quando Luke rimane solo con l'Oscuro Capo dal Capo Pelato, per l'occasione anche incerato e imparruccato. Luke - mentre gli rinfaccia le malefatte del capitalismo industriale, leggendogli passi della Klein e del meglio del repertorio retorico del buon sindacalista - lo sta anche incappucciando (col metodo Guantanamo).

OCCP non può che uscirsene con:

Luke, io sono la tua pensione”.

Per il lieto fine stile “Torna a casa (Agnelli) Lapo” manca solo la firma di Luke a fare l’amministratore delegato della Sith (che, ovviamente, si occupa di telefonia).
Povero George Lucas, poveri noi.








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Non ci sto!

venerdì 11 giugno 2010

Bavaglio: eccetto Tribuna la stampa locale fa come il PD.

Ieri il Senato ha approvato la legge bavaglio.
Mi chiedo se le edizioni dei quotidiani locali faranno qualcosa e vado a consultare i loro siti web (di seguito il secondo di quello che ho trovato).
Bisogna dire che non tutti i giornali hanno un numero in uscita oggi con cui commentare i risultati. Io però ho attinto alla versione web che, in teoria, dovrebbe essere meno vincolata alla carta stampata, meno vincolata a tematiche locali e più pronta a reagire a quello che succede. Soprattutto su tematiche dannatamente collegate alla libertà di informazione.

Prima di farlo ecco alcune reazioni su Twitter (vi invito a cercare l'ash #noalbavaglio), mentre ascoltavamo le dichiarazioni di voto:

Rossa88 e dire che stavo per applaudire la Finocchiaro come un'imbecille da casa mia...tutto un bel giro di parole per dire "noi andiamo a pranzo"

mindwilderness Qualcuno spiega al PD che il fatto di aver abbandonato il Senato non li rende meno responsabili di fronte allo scempio di oggi?#noalbavaglio

Gasparri: "il parlamento si rispetta con la presenza, il voto e il dibattito". Mancava: "per questo metteremo la fiducia". #noalbavaglio

Gasparri: "l'Italia è paese di mafia, camorra e 'ndrangheta". On. non era un'invenzione di Saviano? #fail #noalbavaglio

Gasparri: "le leggi antimafia sono l'orgoglio del centrodestra italiano". Parola d' (i uomo d') onore. #noalbavaglio

Segnalo poi che:

oggi a Novara ore 18 in piazza Matteotti davanti alla provincia di Novara ci sarà un sit-in per protestare contro il bavaglio.

[Piccolo inconveniente concettuale: a quanto ho capito organizzano i giovani democratici (PD). Domanda: hanno abbandonato l'aula per organizzare preventivamente la manifestazione?]

E ora ecco la rassegna stampa online, già mio #ffr (il primo in tempo)

La stampa Novara oramai è già nel mondo del bavaglio tra favole e canti di Bach (le inchieste sono prerogativa di Tribuna, vedi sotto):

I colleghi ad Arona «Una ragazza a posto e precisa»; NOVARA Capo della polizia Manganelli in Questura e a Stampa Club; APPELLO. IL PADRE: A CASA NON C’ERANO PROBLEMI“Ritrovate la nostra Simona” Tutta Oleggio si mobilita per la giovane scomparsa da domenica notte; EVENTO Oggi compie 108 anni la «nonnina» di Casalino; RAGAZZI DI GALLIATE IN VISITA A LA STAMPA Dal centro socio-educativo al giornale; NOVARA. COPPIA ARRESTATA DAI CARABINIERI Finti baby-sitter spacciavano coca a Sant’Agabio; Prato Sesia sarà un libro di favole a cielo aperto; A VERBANIA «Le voci del Mesma» intonano Bach.

Il Corrorriere di Novara non è da meno:


Simona, oleggese di 25 anni, da quattro giorni sparita nel nulla; Utilizzo pubblico per 300 parcheggi all’interno del “Maggiore”; Perché è nata una nuova Onlus; “Vinci la spesa con il Corriere di Novara”; Scontro tra auto, 68enne in Rianimazione.

Novaraoggi prosegue con la sua campagna "Novara, una città pericolosa":


NOVARA LUPIN MINORENNI 11/06: La delinquenza è sempre più giovane. E a finire nei guai, nel giro di due settimane, sono stati tre sedicenni ... NOVARA Truffato da internet, diventa truffatore 11/06: Un finto concorso a premi online, che prometteva vincite fino a 500 mila euro, è stato scoperto dai carabinieri del ...; NOVARA Fanno la spesa... Ma gratis; 11/06: Fanno a pezzi uno delle uscite di sicurezza ma dopo un breve sopralluogo nel supermercato si danno alla fuga, forse ...

L'Azione come al solito agisce soprattutto pro domo sua (e forse dei fedeli) e apre con

Otto per mille, così i fondi in diocesi di Novara 04/06/2010 «Senza l’otto per mille la maggior parte delle attività delle nostre comunità parrocchiali non sarebbe possibile»; Novara, la festa del Corpus Domini; Novarese: 2 giugno di festa' ma a Galliate è polemica: sindaco e giunta disertano l'evento 04/06/2010; Nel Novarese record di fumatori: uno su tre si accendeuna "bionda".

Tribuna (organo stampa leghista - che ha votato pro) è l'unica sorpresa.
Dal suo sito, organizzato meglio di quello dei concorrenti, possiamo accedere non solo alle notizie del giorno, ma anche agli editoriali (cosa per le altre testate abbastanza sconosciuta).

Per quanto le notizie del giorno siano tutte sul locale, dagli editoriali passati si possono leggere:
Le inchieste di tribuna che con la nuova legge non avreste mai letto del 28/5 e
L'informazione è un bene pubblico del 23/5.
Menomale!






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giovedì 10 giugno 2010

Oil spill, Cia, Nsa, FEMA: chi doveva avere il piano B?

Alcune cose non le capisco. Dopo l’11 settembre e gli attacchi siamo entrati nella psicosi e tutti quanti siamo diventati bersagli sensibili. Risultato? Procedure di autentificazione per qualsiasi cosa (da noi anche la Pisanu), impronte digitali, metaldetector (l’ultima sono i body scanner) e via dicendo.
Allerte variegate tra sicurezze nazionali, dipartimenti di polizia e protezione civile.
Qualcuno ha fatto notare che in questo modo aumentano i rischi all’esterno: un fanatico può fare fuori molte più persone fuori da San Pietro che dentro, visto che son tutti in fila in attesa di entrare. In questo modo si salvaguarda il tempio della Fede, un po’ meno i fedeli.

Che c’entra tutto questo con la macchina nera, l'oil spill di BP?
Semplice: per voi non è un bersaglio sensibile un succhiapetrolio indifeso in mezzo all’oceano? Puoi tirarci contro tutto quello che vuoi: aerei, bazzicate, battelli di Greenpeace etc etc etc.
Visto che in casi di psicosi si va a pensare anche all’impossibile, a qualcuno sarà venuto in mente una cosa tipo: che facciamo se ci ritroviamo con una piattaforma che si mette a eruttare petrolio in continuazione?

Ok, mi potete dire che CIA pensa solo a come far sì che non succeda. Mi sembra un pensiero un po’ shortminded. E che fa l’NSA?
Però, ecco, qualcosa tipo il FEMA non dovrebbe avere in saccoccia un po’ di piani B in caso di cose tipo l’oil spill, i disastri atomici o i terremoti?

Ecco l'appello:
Caro Obama, se vuoi ti prestiamo la nostra protezione civile. Se li alloggi in zona Las Vegas lavoreranno benissimo.







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lunedì 7 giugno 2010

Cota: "non sono un pubblico funzionario, sono eletto dal popolo".



Andate subito a 5.55 del video per vedere la frase che dà il titolo al post (qui invece c'è l'intero post di Daniele Martinelli). Il problema che pone non è tanto di natura giuridica - credo lui sia governatore e deputato - ma concettuale e politico. Che idea del ruolo politico emerge dalla dichiarazione di Cota? Quale concenzione della politica sposa? Perchè l'idea di svolgere una funzione pubblica non sempre piacergli e subito si rifugia dietro l'elezione del popolo?

Ci sono tante cose che non capisco in questa frase di Cota: uno viene eletto dal popolo e non ne risponde in modo pubblico? L'elezione pone l'eletto sopra gli elettori e lo autorizza a non rispondere alle loro istanze? Come fa a non essere un funzionario pubblico?
La logica vuole che o Cota non è un funzionario oppure che non è pubblico.

1) Se Cota non è un funzionario...
In questo caso essere governatori o parlamentari (al momento in cui scrivo l'incarico rimane doppio e non smentito) è un lavoro che non ha funzione: né governativa, né sociale... c'è una totale assenza di motivazione nell'avere un governo e una classe politica.
Se Cota la pensa davvero così, forse è il caso che lasci ad altri l'incarico di governarci o di fare il parlamentare.
Come un dipendente al comune o in regione è tanto dipendente che funzionario, così lo è pure chi comanda quella regione o quel comune. Insomma: tutti gli statali - anche magistrati, professori, etc - sono funzionari dei cittadini. Perchè i politici non dovrebbero esserlo?
Se volete essere cattivi, potete vederci questa affermazione: a noi dei cittadini (dopo che ci hanno votato) non ce ne frega niente. Anche per questo, forse, parlano di popolo.


2) Se Cota non ha un ruolo governativo (visto che funzionario ha detto di non esserlo) di tipo pubblico...
In questo caso la politica non è più al servizio di tutti i cittadini, non si impegna per il bene comune e via dicendo. Eppure in democrazia la politica dovrebbe essere per il bene di tuttii, infatti chi vince viene eletto da una parte degli abitanti democratici ma poi li governa tutti. Il fatto che possa governare tutti si ottiene perchè gli sconfitti riconoscono il ruolo istituzionale del vincitore e lo rispettano perchè il vincitore si impegna a rispondere anche alle istanze degli sconfitti, delle minoranze o di eventuali voci contrarie, magari interne al proprio partito.
Cota sta ammettendo di essere lì solo per il suo (presunto) popolo padano che - in questo caso - non l'ha soltanto eletto ma incoranato monarca assoluto (ma federalista)?
O - ancora peggio - sta dicendo di non essere un politico e di gestire solo interessi particolari?

Se l'italiano Co(n)ta ancora qualcosa vorrei capire in che modo un esponente politico può essere tale senza essere un funzionario pubblico. Invito Cota e chiunque altro a spiegarmelo, per favore.

L'ultima nota è all'intervistatore: non penso che in Piemonte (o in Emilia Romagna) ci siano dei "grillini", al massimo ci sono degli "esponenti del MoVimento 5 Stelle" o dei "funzionari (pubblici) dei cittadini".
Sono d'accordo che, chiamandosi il partito "MoVimento 5 Stelle" non si può tirarne un neologismo come succede per "PDL-ini" o "leghisti".

Mi sembra non troppo professionale rifilare etichette in questo modo, anche se capisco l'esigenza a trovare qualcosa di pregnante per etichettare un movimento. Come gli esponenti del MoVimento 5 Stelle non sono "grillini" così i rappresentanti dell'Italia dei Valori non sono "dipietristi", quelli del PDL non sono "berluscones" o "ladri", quelli della Lega non sono "bossiani" e quelli del PD non sono "bersaniani" o "comunisti".

Chiudo la nota con una proposta: Daniele, che ne dici di "moVimentati"?




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martedì 1 giugno 2010

Prima ci mangiano, poi macellano

Si parla tanto di macelleria sociale.
Volete sapere a quanto ammontano i rimborsi elettorali per la XVI legislatura dei nostri macellai?

Questi sono quelli per il 2008.


Nel 2009 sono stati molto più "virtuosi".


Viste le cose l'8 per mille non richiesto di Cattaneo mi sembra molto meglio.

AVVISO IMPORTANTE: ho trovato i dati a questo link alla Gazzetta Ufficiale che però, al momento della verifica, a volte funziona e altre no.
Si può comunque accedere dal sito dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato al sommario del numero 120 (25 maggio 2010) e leggere: "Modifica al piano di ripartizione dei rimborsi elettorali [...] pag. 20". Le due tabelle che riporto sono a pagina 22 e 23. Sempre stando al sommario, la voce successiva inizia a pagine 24.

Se a qualcuno interessa il testo della manovra, apprendo grazie all'account di Twitter govberlusconi che si trova qui. Notate in alto a sinistra che si tratta di un "modulario promiscuo - 7". Quando si dice il burocratese...






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