martedì 29 giugno 2010

Letterina a Vittorio Bertola e al Movimento Cinque Stelle

Caro Vittorio Bertola e caro MoVimento Cinque Stelle,

approfitto del messaggio in cui Vittorio che chiede chiarimenti su un mio commento ad un suo post su facebook per abbozzare una riflessione più ampia sul MoVimento, la rete e la partecipazione.

Vittorio ha scritto: “Chi si è iscritto alla mia piattaforma di partecipazione dovrebbe avere appena ricevuto una mail con la prima consultazione. Se qualcun altro dei nostri elettori vuole unirsi vada sul mio sito e si registri” [i grassetti aggiunti sono miei].
Io ho commentato: “non capisco una cosa "nostri elettori" e "mio sito" non sono in conflitto di interesse?”.
(Ho scoperto ora per caso che lo stesso messaggio, senza però il mio commento si trova anche su questa pagina di Facebook che, a differenza del profilo di Vittorio, è accessibile anche a chi non è registrato su FB).

Vittorio mi chiede spiegazioni e sono ben felice di dargliele: è così difficile essere ascoltati quando si parla, in generale, di politica!
Spero che le mie spiegazioni possano essere utili all’intero MoVimento Cinque Stelle al di là dei vari regionalismi (si veda la polemica candidature in Emilia emersa su Repubblica [penultimo punto] - e la nota in cui Favia due mesi prima dell'articolo dice la sua [questa è accessibile solo via Facebook. Spero vivamente che sia stata pubblicata su un gruppo accessiibile anche a chi non è registrato su FB - e spetterebbe all'autore della nota comunicare questa evenualità - altrimenti è una vera chicca comunicativa da parte del partito della Rete]) o dei conflitti interni in Piemonte (il confronto Bertola – Bono, già ribattezzato “la famiglia di Mao” (Post di Bertola) vs. “la peperonata anarcolibertartismo 2.0” (Reply di Davide, per cui valgono le considerazioni i"dem come Favia" sull'accessibilità)).

Ecco quindi il mio dubbio che, nel caso particolare, ruota intorno a una confusione tra “mio” e “nostro”, tra il personale e il pubblico e, a livello generale, su cosa intenda il MoVimento con lo slogan "ognuno vale uno".

Vittorio chiede infatti ai “nostri elettori” di iscriversi al “mio sito”. Andiamo nei dettagli:
"nostri elettori" = chi ha votato il MoVimento Cinque Stelle alle ultime regionali;
"mio sito" = http://movimento.bertola.eu/ cioè uso e consumo di Vittorio Bertola stesso.

Da qui la domanda - non priva di una certa ironia - del mio commento: caro Vittorio, non è un po’ un conflitto di interesse questo dirigere traffico (e voti) da una cosa che – a quanto ho capito, visto il motto “ognuno vale uno” – non ha padroni né capi come il MoVimento verso il tuo dominio personale, che di padroni ne ha eccome?

(Ok, che il MoVimento non abbia padroni né capi è materia di discussione e forse giuridicamente errato visto che, da quanto ho capito, Beppe Grillo è il proprietario del simbolo perché nel registrarlo serve una persona fisica che ne detenga da quel momento in poi la proprietà.
Però mi sembra che tra il fatto che ci sia un proprietario del SIMBOLO non segue ci sia anche un proprietario per quello che riguarda le posizioni del MoVimento stesso, un politburo che in autonomia può cambiare e decidere le posizioni del MoVimento senza renderne conto a nessuno – in primis direi gli elettori).

La mia domanda non è così infondata perchè, se uno clicca sul “mio sito” e arriva sulla tua piattaforma, si legge: “Se sei una delle persone che mi hanno votato alle ultime elezioni regionali, o più in generale sei un simpatizzante del Movimento 5 Stelle a Torino e provincia, o se comunque vuoi sperimentare un nuovo modo di rapportarti con la politica, registrati qui sotto” [ancora una volta i grassetti sono una mia aggiunta].

La prima qualifica del potenziale iscritto è infatti quella di aver votato Vittorio Bertola (“persone che mi hanno votato alle ultime elezioni regionali”) e solo dopo si passa all’essere "un simpatizzante del MoVimento a Torino e provincia" (ma le elezioni non erano REGIONALI? Il MoVimento poi non mira al rinnovamento di tutta quanta la politica, nazionale e forse non solo – vedi la Alfano che addirittura per le europee è stata sostenuta da Grillo come indipendente nelle liste IdV).

Chi volesse sostenere la tesi "dell’appropriazione indebita" può benissimo tornare alla frase di Vittorio (“nostri elettori” … “mio sito”) e vedere in quel “nostri elettori” un plurale maiestatis di “miei elettori”. Insomma, di quella retorica che fa tanto – attenzione, sto per dire quella che in ambiti movimentati è vista come una bestemmia – “partito” e il cui passo successivo è quello di parlare di sé in terza persona [ie: “il presidente del Consiglio” detto dall’ispe Silvio Berlusconi].

Sempre chi vuole sostenere questa tesi può trovarne una prova nella reazione di Davide Bono che, commendo la stessa entry su FB di Vittorio, scrive: “ti prego solo di non usare il simbolo del moVimento perchè non sei autorizzato ad usarlo...è la tua piattaforma”.
Insomma, ancora una volta il messaggio sembra essere “riconosco il tuo sforzo per mettere su una piattaforma con cui interagire con i tuoi elettori, ma visto che è la TUA piattaforma non presentarla come quella del moVimento perché non sei autorizzato. Non appropriarti del NOSTRO e metterlo nel TUO”.

Caro Vittorio, non pensare che io sia un sostenitore di questa tesi, però mi piacerebbe avere una tua risposta sulla mia ironica proposta del “conflitto di interesse”.
Sono infatti convinto che questa “disputa” sulla piattaforma e l’uso del simbolo sia infatti poco più di una lite condominiale o gli strascichi di una cosa del tipo “mi hai preso il pallone quando ero piccolo”. Ok, ci sono le comunali a Torino a breve, e i maligni diranno che è tutto un gioco per la candidatura a sindaco etc etc.

Secondo me una cosa del genere in un soggetto come il MoVimento Cinque Stelle non può succedere e quindi preferisco vederla come la manifestazione di un problema quasi costitutivo di quello che il MoVimento vuole essere. Qui la mia virtualmissiva penso vada oltre il commento contingente per assumere una valenza più generale. [E forse sarà il caso che la scorpori in un altro post, intanto inizio a distinguerla così]


COSA SI IMPARA DA QUESTA DISPUTA? ((UNO DEI) PROBLEMI DI FONDO)

Insomma, il problema è quello della famosa piattaforma, più volte annunciata da Grillo che però ancora latita. Per ovviare a questa latitanza Vittorio ha costituito una piattaforma, destinata però soltanto a lui e non al MoVimento in generale o a quello piemontese che, avendo due consiglieri in Regione, forse ha bisogno di un modo di essere più vicino agli elettori (Vittorio fa notare a fine del post su già citato su Mao che questo “modo” va ottenuto con la rete. ono d’accordo, anche perché altrimenti il rischio è che il movimento parli di “rete” come il PDL parla di “libertà”).

La piattaforma, in teoria, dovrebbe consentire a tutti i cittadini interessati la possibilità di partecipare e riprendersi la politica. Questo, a quanto ho capito, dovrebbe andare oltre l’effettiva simpatia per il MoVimento, l’essere un attivista o l’aver votato per il MoVimento. Detto in altre parole, registrarsi alla piattaforma non equivale ad essere arruolati nel MoVimento, se fosse così non sarebbe altro che una TESSERA DI PARTITO, composta solo da login e password, ma sempre TESSERA DI PARTITO.

Sempre stando a quello che ho capito, la registrazione alla piattaforma va vista più come il segno dell’interessamento dei cittadini ad occuparsi della propria città, regione o nazione. Un atto analogo all’andare a sentire un consiglio di quartiere, allo scrivere a un candidato alle regionali o a mandare una mail a un giornale.
Serve una tessera di partito per queste cose? Serve essere simpatizzanti o anche nelle fila di qualche entità? Credo proprio di no. Bastano un po’ di interesse e la voglia di fare, ma queste sono caratteristiche che non appartengono, a priori, a nessun MoVimento o partito.

Detto questo, la piattaforma ha dei notevoli problemi per quanto riguarda la sua effettiva realizzazione:

1) Il primo problema è epistemico: chi garantisce che tutti gli interessati ne siano a conoscenza? Come fai a portarci su le persone?
Fare una piattaforma non è il rimedio di tutti mali. Il rischio è quello di compiere una fallacia simile a quanto capita per i meetup.
Si dice “i meetup sono pubblici” e si prosegue (giustamente, credo) “il MoVimento è aperto a tutti” però poi si conclude “quindi se qualcuno ha qualcosa da dirci sa dove venire a dirci le cose. Non c’è bisogno che ci sforziamo e organizziamo per presentarci al pubblico, perché siamo già pubblici. Chi vuole sa dove trovarci”.
Credo che l’errore epistemico sia banale: l’essere pubblico dei meetup non garantisce l’effettiva partecipazione. Un errore analogo è quello di pretendere per aver detto "mi candido a governatore planetario" di essere effettivamente eletto solo per averlo detto pubblicamente.

2) Secondo problema, diciamo "problema essenziale": ammesso che con la piattaforma si raggiunga la completa partecipazione sorge poi un problema (dibattuto anche da Davide e Vittorio) su come garantire sì la più ampia partecipazione senza però “comprometta” (termine osceno, lo so) il MoVimento.
Farò un esempio: supponiamo che la posizione da mettere ai voti sia “volete il nucleare?”. Mettiamo che per qualche motivo (influenza delle lobby, massiccia presenza di iscritti ad altri partiti) alla fine la piattaforma risponda a maggioranza “sì, vogliamo il nucleare”. Che fare in questi casi? Se "ognuno vale uno" e si vuole espandere la partecipazione ai cittadini bisogna accettare obtorto collo il responso.

Il problema quindi diventa: come impedire le infiltrazioni? Un primo screening dai palesi infiltrati può essere “non si iscriva chi ha tessere di partito (eventualmente anche chi ne ha avute)” fornendo una giustificazione come “avere tessere di partito porta il cittadino ad avere un’ulteriore status, più compromesso con quella politica da cui il MoVimento vuole distinguersi”.

Un secondo filtro più estremo – e anche questo compare nella querelle tra Bertola e Bono – è la tesi “il MoVimento agli attivisti”. Insomma, gli hot issues vengono decisi dal nucleo storico, dai fondatori o, su basi storiche e non meritocratiche, dai più attivi (così chi magari è dentro da due giorni ma ha scritto il piano energetico nazionale guadagna il diritto ad esprimersi).
Questa tesi quando si discutono eventuali candidature assume la forma "non voglio che chi non ha mai fatto niente venga al mio tavolo e mangi tutto il cibo che io ho impiegato anni a prepare".

Qui il problema è enorme: decidere cioè fin dove “ognuno vale uno”.
Per quello che ho capito se davvero ognuno vale uno, allora tutti coloro che hanno dato fiducia al MoVimento in una consultazione elettorale, manifestazione, meetup o altro sono più che legittimati nel dire la loro.
Credo che sia una caratteristica del MoVimento quella di considerare i propri elettori come dei pari. Il MoVimento non è un soggetto che si ricorda dei cittadini solo prima delle elezioni, prende i voti, e poi dice “è la volontà del popolo”.
Per il MoVimento i cittadini (soprattutto quelli che hanno scelto di dare fiducia al progetto del MoVimento) sono sempre attivi e sempre tenuti in considerazione.
Il guaio è che non puoi certo far iscrivere alla piattaforma solo chi ti ha votato, oltre che lesivo della privacy, mi sembra come minimo mafioso.

3) Il terzo problema – ammesso che si sia risolto il problema della diffusione e si siano evitate le palesi infiltrazioni – è quello dei contenuti e delle finalità: per cosa va usata la piattaforma?
Se l’intento è quello di ascoltare di cittadini penso di debba soprattutto dar voce alle loro domande e non soltanto, come dice Vittorio nei commenti di un suo post per poterli “interpellare e mobilitare quando serve”.
Questa mi sembra democrazia on demand, il sondaggio di studio sport applicato alla politica.

Ancora una volta però il problema rimane: come porre dei limiti? Che filtri si possono adottare se davvero dovessero servire?
Penso che non ci siano dubbi sul fatto che nessuno vorrebbe veder presa in considerazione una proposta dichiaratamente razzista o xenofoba o degli incitamenti alla violenza.

Più difficile da dirimere la questione sull’interpellare la piattaforma per vagliare le candidature. Un caso su cui si può molto dibattere è questo: il MoVimento ricorre alla piattaforma per scegliere il candidato sindaco a Torino.
Io che non abito a Torino ma in Piemonte posso dire la mia ed essere preso in considerazione? E se invece sono residente, che ne so, a Firenze o a Palermo? E se ho la residenza ad Aci Trezzo però studio e vivo a Torino?
Domanda difficile a cui, purtroppo, non uno slogan o una risposta preconfezionata da dare.

Mi rendo conto di aver scritto quelli che forse in futuro ottimizzerò come due post.
Ringrazio Vittorio per avermi dato l’opportunità di scrivere queste riflessioni e ringrazio soprattutto chi è riuscito ad arrivare fino in fondo.
Buon lavoro a tutti!

(Come al solito i commenti o anche interi post di risposta - nel caso, linkatemeli - sono più che ben accetti!)





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14 commenti:

  1. Mi sembra molto più semplice di come la fai tu... Noi abbiamo fatto una campagna elettorale centrata sulla promessa di "ognuno vale uno", cioè che ogni cittadino sarebbe stato interpellato sulle scelte del Movimento. Tutto ciò sarà realizzato dalla piattaforma di Grillo, che però per ora non c'è ancora e non si è veramente sicuri di quando sarà disponibile; però in questi tre mesi dal voto ci siamo già trovati a prendere decisioni importanti.

    Alla luce della promessa fatta, e del fatto che ci sono state quasi 1500 persone a Torino e provincia che hanno esplicitamente scritto il mio nome sulla scheda (ed è una responsabilità da prendere seriamente), a me è sembrato soltanto normale realizzare un piccolo sistema per cui chi mi ha votato possa registrarsi ed essere interpellato. In realtà non è molto diverso dall'avere un meetup cittadino e discutere lì sopra; tuttavia a Torino non esiste un sito del movimento (esistono vari meetup e gruppetti) e non c'era altro modo di farlo se non a titolo personale.

    E credo che sia più corretto presentarla come una iniziativa personale, come scritto chiaramente sul sito, che aprire un gruppo o sito chiamato "Movimento 5 Stelle Torino" o qualcosa del genere, facendo credere che si tratti di una iniziativa ufficiale (eppure altri l'hanno fatto, si sono autodichiarati i rappresentanti del Movimento a Torino con addirittura il diritto di decidere chi può o non può partecipare). Se ci pensi, dato che non esistono strutture di partito o riconoscimenti ufficiali di ruoli, tutti i siti del Movimento sono "privati" e "personali" del gruppo di persone che li mette in piedi.

    Se poi a registrarsi sia chi ha votato esplicitamente per me, chi ha votato per noi ed è deluso dal non essere ancora interpellato ufficialmente, chi magari non ci ha votato ma vuole vedere com'è... come dici tu non posso certo chiedere a chi si registra una prova di voto, sarebbe illegale e sbagliato. L'obiettivo è che i cittadini possano partecipare alle mie decisioni, e infatti l'altra sera alla riunione piemontese ho preso posizione in base ai pareri ricevuti.

    A me spaventa un po' la mentalità dirigista che vedo emergere qua e là: non vogliamo strutture di partito, però poi salta fuori qualcuno che ritiene di avere il potere di "autorizzare l'uso del simbolo" o meno, così come saltano fuori persone che si mettono a organizzare il movimento cittadino su una mailing list chiusa agli esterni e non pubblicizzata... c'è questa questione per cui "uno vale uno" è un bello slogan, ma poi troppe persone nel Movimento cominciano a ritenerlo un orticello personale e privato e allo stesso tempo a cercare di limitare le iniziative personali degli altri gruppi o attivisti.

    Per quanto riguarda la partecipazione, come dici tu non è nemmeno sufficiente avere un meetup o indire una riunione pubblica a cui chiunque può partecipare (e già questo non sempre avviene), proprio per questo serve una struttura informatica in cui tu possa fare un "pull", ovvero mandare tu una mail o una richiesta di parere ai cittadini che si sono dichiarati interessati a partecipare.

    Quanto alla storia dei padroni, francamente io non posso imporre niente a nessuno (sono gli elettori che scelgono se partecipare o meno, i "miei" voti non sono mia proprietà e la volta prossima magari voteranno qualcun altro, così come i "nostri" voti) e mi sembra un po' strano sollevare un dubbio del genere quando tutti noi ogni giorno ci svegliamo e leggiamo una nuova presa di posizione di Beppe dal suo blog, ovviamente non discussa con nessuno.

    Ciao,

    RispondiElimina
  2. Grazie Vittorio!
    e con questo facciamo MoVimento 2 - Cattaneo 0,5.

    Approfitto del tuo essere "insider" del MoVimento (anche la tessera non c'è) per chiederti ancora due cose.

    1. Come funzionano esattamente le regole per usare e creare simboli elettorali? Nel senso: il MoVimento può non essere un partito etc etc, ma quando ti presenti alle elezioni anche se non ti chiami partito sei un soggetto politico e devi sottostare a regole pensate per i partiti...
    Insomma: si può avere un simbolo in Creative Commons per le politiche? Sì? No?
    La teoria dice che il MoVimento dovrebbe farlo, però c'è poi la storia delle autorizzazioni...
    E a me era capitato di leggere dello scontro in casa DC per l'uso dello scudo crociato, quindi la cosa non è da poco. Ci puoi anche rimandare una consultazione elettorale per "questioni di simbolo".

    2. Grillo, croce e delizia del MoVimento. Per quello che ho capito dalla vostra presentazione a Torino con Grillo i punti sono due. Beppe grantisce visibilità (cosa buona). Però Beppe & Casaleggio sono una sorta di conflitto di interesse rispetto all'ognuno vale uno (come dici tu, piombano in terra le sue posizioni ex nihilo, anche se Beppe dice di non comandare niente e non essere il capo di nulla. Chi vota il MoVimento vota i suoi candidati, non l'insieme di autori di beppegrillo.it).
    Quello che non capisco è: più prende piede il MoVimento più dovrebbe esserci o un esplicito distanziamento tra i due soggetti (MoVimento e blog) oppure un certo agire coordinato?

    Non posso credere che Beppe non abbia mai parlato coi candidati e con i candidati eletti di tutto questo. Non mi sembra uno iperarroccato sulle sue posizioni, per quanto il suo forte sono indubbiamente i monologhi.

    Grazie ancora, spero a presto!

    RispondiElimina
  3. 1) La legge dice che chiunque può usare qualsiasi simbolo non offensivo, con una sola clausola, cioè che i simboli corrispondenti a "partiti o movimenti rappresentati al Parlamento italiano o europeo" richiedono una liberatoria da parte del segretario nazionale del partito. Alcuni tribunali tuttavia ci hanno chiesto una liberatoria di Grillo, non per il simbolo in sè ma perché compare il suo nome.

    Per il resto, chiunque può presentare qualsiasi simbolo ed eventuali controversie (es. il fatto che il simbolo sia un marchio registrato di qualcun altro, che è ciò che ha fatto Grillo) sono risolte al di fuori del ciclo elettorale. Tuttavia il tribunale ha il diritto-dovere di rifiutare simboli che possano "indurre confusione" rispetto ad altri già presentati in precedenza; ma questo va a interpretazione del tribunale, per cui alcuni hanno accettato la lista civetta "lista grillo", altri l'hanno fatta cambiare in "grilli parlanti" e così via.

    In generale quello dell'uso del simbolo del Movimento è un problema irrisolto; il non-Statuto dice che il simbolo è di Grillo che lo concede di volta in volta alle liste che certifica, solo per la durata della campagna elettorale ed eventualmente per il mandato dell'eletto. Questo però si scontra con il problema che il Movimento non può palesarsi solo nei tre mesi di campagna elettorale, e infatti il 95% dei siti attuali sono di gruppi che non hanno né un eletto né elezioni immediatamente alle porte. In teoria anche "biella5stelle.org" è un sito illegittimo, perché non c'è una lista certificata per Biella...

    Dopodiché per ovviare a questo problema Bono ci ha detto che chi è stato candidato può continuare a usare il simbolo, però poi a me ha detto che invece io non sarei autorizzato a usare il simbolo per il mio sito personale, però... insomma non si capisce bene, di fatto funziona che tutti lo usano fintanto che lo staff di Grillo non gli manda una diffida (cosa accaduta in un paio di casi e non di più).

    Ovviamente molti si aspettano una policy di uso del nome e del simbolo che definisca chi lo può usare, ma farla vorrebbe dire riconoscere dei gruppi "ufficiali" nelle varie città, e contraddirebbe l'idea che non deve esserci una struttura di partito...

    RispondiElimina
  4. 2) L'idea dello stesso Grillo è che lui a un certo punto si defili e il Movimento viva di vita propria. Però allo stesso tempo, finché c'è il suo nome di mezzo, lui ha paura di venire "sputtanato" e dunque è molto fermo sull'imporre alcuni paletti, come il non prendere rimborsi elettorali o il non allearsi, paletti che decide da solo e che specifica e modifica strada facendo man mano che vengono fuori nuovi casi dubbi. E' dunque vero che c'è un certo grado di imposizione dall'alto, però è piuttosto limitato (anche le famose "imposizioni di candidati" si limitano al dirimere un paio di casi dove i litigi sul posto non gli lasciavano scelta; lui non ha mai preteso di entrare nei dettagli di liste e programma, purché gli venissero presentate persone in cui lui potesse riconoscersi) e finora non ho mai trovato una regola di Grillo che non fosse condivisibile (se no magari non sarei qui).

    Comunque Beppe parla solo con gli eletti, e questo secondo me è un grande limite, anche perché gli eletti sono proprio i primi che avrebbero una naturale tendenza a creare strutture di partito e mantenere il controllo della situazione, per non venire "scalzati" da altri potenziali candidati. Fortunatamente per ora sono pochi i casi di eletti del Movimento che hanno "tradito" passando ad altri gruppi o che hanno usato la loro posizione per vantaggio politico personale, ma il rischio c'è.

    E soprattutto c'è il rischio, per paura di istituire una vera e formalizzata struttura di partito, di istituirne di fatto una informale basata sul grado di conoscenza con lo stesso Grillo: più sei amico personale di Grillo e più conti nel Movimento, anche se nessuno dal basso ti ha scelto o legittimato.

    Per certi versi dunque è quasi preferibile che alla fine resti Grillo come garante ultimo, però siamo tutti in attesa della "piattaforma": quello dovrebbe essere il sistema con cui il Movimento si apre e mette le scelte nelle mani di tutti i simpatizzanti, in modo trasparente e democratico. Se funzionerà sarà una rivoluzione storica, non vedo l'ora di provare.

    RispondiElimina
  5. Quante cose sto imparando (il simbolo in concessione mi ha inquietato).

    Ecco ancora un po' di curiosità e proposte:

    1)Perchè viste le tue capacità e le tue idee di ampliare la partecipazione non estendi la tua piattaforma? Potresti: a) dare una mano a Grillo che ci sta nicchiando su da un po' b) provare a diffondere la tua piattaforma e ampliarne l'uso a partire da Torino, il Piemonte e poi chissà... O mi vuoi dire che ti han detto di no alla tua proposta di realizzare tale piattaforma?

    2) Sulla concessione del simbolo una proposta in stile creative commons (Grillo toglie la scritta del suo blog, magari) vincolata al rispetto dei punti del - che so - non-statuto e carta di Firenze?

    3) Sul mettersi da parte di Grillo: se lo vuole fare mi viene impossibile pensare che non abbia una exit strategy. Stiamo parlando di una persona che numera comunicati politici. Se l'idea è questa perchè non stabilire delle tappe? ammesso che tra candidati non ce ne siano di già stabilite. In questo caso sarebbe meglio saperle.

    4) C'è un elenco di successi e insuccessi del MoVimento? Ok non essere un partito, ma ricordarsi della propria storia (inclusi i nomi di chi ha usato il MoVimento per fare trasformismo) sarebbe bene saperli.
    Forse l'ha fatto Grillo. Se è a lui che spetta il ruolo di garante, come hai detto, dovrebbe anche aver tenuto conto del bilancio delle cose buone fatte da cittadini eletti nelle liste civiche appoggiate dal blog o nel MoVimento... c'è una cosa del genere?

    5) Quali sono i casi di Grillointervento (ci dovrebbe essere anche questo nella storia del MoVimento, se davvero la trasparenza conta qualcosa, giusto?)?

    P.s: chi sarà il candidato sindaco a 5 Stelle?

    RispondiElimina
  6. Il candidato a Sindaco di Torino io spero venga scelto con delle primarie nei gazebo in città.

    RispondiElimina
  7. 1) Ho offerto aiuto allo staff di Grillo molte volte, ma non lo vogliono; credo che siano già organizzati con i loro dipendenti fissi e che gestire altre persone esterne gli crei più problemi che altro. Sarei anche ben lieto di far usare la mia piattaforma al resto del Movimento, ma a quanto pare non c'è interesse: onestamente parecchie persone sembrano poco vogliose di cedere un po' di controllo ai cittadini, è tanto più comodo trovarsi tra dieci attivisti e mettersi d'accordo... e comunque c'è questa fobia delle "infiltrazioni", per cui molti preferirebbero tenere tutto tra poche persone fidate. In qualche caso ci sono anche obiezioni ideologiche, tipo "se facciamo votare la gente ci dirà di chiudere i campi nomadi" (io però penso che se vuoi essere "dipendente dei cittadini" devi fare quello che i cittadini ti dicono, se vuoi che ti dicano cose sensate devi essere capace tu di informarli e convincerli).

    2) A parte che il rispetto di quei documenti è scontato, il problema è che una concessione del simbolo è necessariamente esclusiva, e a quel punto ci vogliono garanzie contro l'abuso dell'esclusività: sarebbe sbagliato dare il simbolo a un gruppo che rispetta statuto e programma, ma che lo usa come proprietà privata escludendo tutti gli altri concittadini che vorrebbero partecipare. Ma se vai su questa strada, viene fuori che devi imporre delle regole su come strutturare i gruppi locali del Movimento, e dunque "tendi al partito"...

    3) Se riesci a scoprirle, dille anche a me...

    4) C'è solo la memoria collettiva diffusa, la cosa che più si avvicina è il riassunto che trovi sulla pagina di Wikipedia. In sostanza c'è una "tradizione orale"...

    5) Tra quelli più noti ci sono il tagliar corto sulle primarie in Emilia e Veneto nominando Favia e Borrelli come candidati (nel primo caso Favia avrebbe comunque stravinto le primarie, il secondo è stato più controverso); e i "P.S." in fondo ad alcuni suoi post, con cui, a causa di loro comportamenti e attacchi pubblici ad altre persone del Movimento, ha espulso alcune persone dal Movimento, tra cui il consigliere comunale di Modena Ballestrazzi. Alla fine comunque non sono molti i casi.

    P.S. Intendi a Torino? Onestamente non lo so, c'è un gruppo molto agguerrito che ha già presentato un proprio aspirante candidato sindaco e che sta lavorando a contatto con lo staff di Bono per organizzargli dietro una lista. Teoricamente io sarei stato il candidato più ovvio, essendo il più conosciuto e di gran lunga il più votato a Torino dopo Bono in termini di preferenze, ma tra gli attivisti non sono molto popolare.

    Personalmente credo che dovremmo mettere sul tavolo i possibili nomi e far decidere ai cittadini con delle primarie sia online che nelle piazze, dopo aver permesso a ognuno di presentare se stesso. Al contrario, molti attivisti torinesi rifiutano l'idea delle primarie e vorrebbero prendere la decisione al proprio interno.

    Comunque a Torino il Movimento è storicamente frantumato in tre o quattro gruppetti che si guardano abbastanza male, non sarà facile mettere tutti d'accordo e temo che ci presenteremo alle urne spaccati, o addirittura che non ci presenteremo perché l'atteggiamento di Grillo di fronte alle spaccature è di negare il simbolo a tutti.

    RispondiElimina
  8. Che delusione!

    Che manchi una "storia" che va oltre la "tradizione orale" non è sentito come un difetto dai MoVimentati? Anche perchè un bel link con tutto il bene (ed anche gli errori e gli incidenti di percorso) sarebbe una vera svolta: non solo trasparenza ma anche una bella risposta a chi vi dice "tutti bravi, belle idee ma non avete ancora fatto niente".
    In teoria M5S ha il potere del web e per comunicare le cose buone realizzate non deve stampare il Silvio-opuscolo o mandare euroconvertitori a casa.

    Per quanto riguarda il "no" alla tua piattaforma del MoVimento sono stupito. Cercherò altre informazioni in merito.

    Per le tappe del ritiro, davvero Grillo non ne ha mai parlato coi candidati? Forse aspetta le nazionali. Ma, vista la fobia da partito, se continua così la vedo dura avere quel minimo di coordinamento tale da riuscire a presentarsi a livello nazionale (mi sembra che il MoVimento sia molto più forte a livello locale dove conosce tutti i singoli problemi - il meetup aiuta! - che a livello globale. Più si sale di estensione più le idee del M5S si fanno astratte e rischiano di diventare slogan "no nuke", "stop alla casta" rischiando di perdere la connotazione innovativa del M5S rispetto agli altri partiti).

    Per quanto riguarda la proposta del simbolo, era solo una cosa minimale; soprattutto perchè della giurisprudenza in materia so ben poco. Si potrebbero aggiungere vincoli che impediscano il formarsi di gruppetti o restringimenti alla partecipazione a tutti... Magari ora è difficile, ma appena ci sarà una piattaforma dovrebbe essere molto più facile. Tra il rischio di ricevere struttura più stabile e di essere visti come emanazione di Grillo preferisco la prima (anche se l'idea che l'oligopolio sia meglio del monopolio non è il massimo quando aspiri alla partecipazione di tutti).

    Per il resto, che ne dici di Civati? La politica più "standard" secondo te ha qualche possibilità di riabilitarsi (De Magistris, Civati, Renzi...)?

    Questione candidature: la proposta anonima non è male. Trovate il modo di chiedere ai cittadini (e non barate :P)!

    RispondiElimina
  9. Credo che nessuno abbia mai ritenuto particolarmente importante scrivere la storia del Movimento, ciò non vieta a nessuno di farlo. La cosa è resa più difficile dal fatto che siamo tutti sparsi e senza opportunità di dialogo, io qui non so cosa fa la lista civica 100 km più in là e così via. Anche su questo Grillo ha promesso uno spazio "wiki" online per condividere le informazioni.

    Per quanto riguarda la piattaforma, conta che siamo tutti in attesa che Grillo rilasci la sua, originariamente annunciata per metà giugno (ora non abbiamo più notizie). Però non si sa bene per cosa sarà utilizzata; le ultime voci dicono che dovrebbe permettere l'elaborazione del programma per le politiche 2013.

    Grillo (ma tutto sommato anch'io) ritiene che si possa andare alle politiche senza un coordinamento nazionale strutturato, semplicemente facendo votare online candidati e programma a centinaia di migliaia di italiani registrati sul suo sito. Concordo con te però che il salto da locale a nazionale è tutt'altro che ovvio, sul locale puoi semplicemente presentarti per risolvere i piccoli problemi concreti, sul nazionale devi essere capace di gestire uno Stato, ossia devi candidare degli statisti... gente che ne capisca un po' di tutto e che abbia la maturità personale e politica per aspirare a guidare un popolo. Lì la questione non è tanto mandare tre webcam e far vedere le pastette, che tanto le vediamo già, ma avere un progetto politico nuovo, credibile e di ampio respiro... ed effettivamente al momento questa dimensione nel Movimento non c'è ancora.

    Io non ho alcun problema ad essere identificato con Beppe (è vero poi che alcune persone non ti votano pregiudizialmente perché non gli piace la persona anche se condividerebbero le idee, ma vabbe') ma sono arrabbiato perché troppo spesso a livello locale si ha la tentazione di recintare l'orticello e cercare di tenerselo per sé, o comunque si creano spaccature perché le persone non sono capaci di gestire "politicamente" le differenze, alla prima diversità di visioni nessuno cede di un millimetro e non essendoci la possibilità di far votare "iscritti" o simpatizzanti nessuno è disposto a riconoscere di essere in minoranza o a cedere di un millimetro, e il gruppo si spacca. Contro questo la piattaforma di partecipazione potrebbe fare molto.

    La politica standard... non so, io sono convinto che la politica corrompa le persone comunque, da qui la necessità del ricambio frequente. Non vedo molte possibilità di riabilitazione ma non condivido nemmeno la visione della "gara di purezza", personalmente io mi pongo il problema che prima o poi dovremo concludere qualcosa a vantaggio di chi ci vota e per farlo dovremo essere entrati in una alleanza di governo, almeno locale. Poi per ora è forse presto, poi ciò non deve portarti ad allearti coi corrotti e questo taglia fuori il 90% degli attuali politicanti... però anche la posizione di andare lì e fare eternamente opposizione di bandiera mi sembra una presa in giro per chi ci vota.

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  10. Sulle candidature, io insisto nel volere delle primarie aperte a tutti i cittadini, online ed offline; esistono molti modi per evitare brogli... Grillo stesso pianificava di garantire l'identificazione delle persone, mandandogli una password a casa prima di abilitarli sulla piattaforma. Questi sì che sarebbero passi avanti verso la democrazia partecipativa in Italia, ma mi sembra che spesso, a livello locale, si manchi perlomeno di coraggio, se non proprio di apertura verso una maggiore condivisione del Movimento. La mentalità è: meglio essere capi di un piccolo gruppetto (che però magari ti garantisce la sedia in consiglio comunale) che essere parte di un grande movimento di opinione che possa cambiare qualcosa. Ho addirittura sentito discorsi tipo "io sono impopolare e non mi conosce nessuno, ma tanto se mi metto capolista la gente mi vota comunque perché c'è il nome di Grillo": magari è vero, ma questo non vuol dire che sia il giusto modo di intendere la costituzione di una lista civica.

    A Torino l'altra settimana hanno fatto una riunione pubblicizzata in pompa magna invitando i cittadini interessati a partecipare, sono venute 100 persone, benissimo: mi aspettavo che poi si creasse un forum pubblico tra queste persone e gli attivisti di vecchia data. Invece stamattina ho scoperto che lo step successivo è stato convocare una riunione privata ieri sera tra 10 attivisti, senza avvertire nessuno (né gli altri attivisti che stanno antipatici a quel gruppetto, tipo me, né le 100 persone che erano venute), per decidere "come gestire questa lista di volontari". Come se i volontari fossero proprietà degli attivisti! Magari poi avranno fatto la scelta giusta e dalla prossima volta nascerà un forum pubblico, ma è l'atteggiamento che mi manda in bestia.

    Cosa ci vuole a stabilire che tutte le riunioni del Movimento devono essere pubbliche, aperte a tutti, ben pubblicizzate in anticipo e magari pure trasmesse in streaming sul Web? Rompiamo le scatole per le webcam nei Comuni e poi noi facciamo le cose di nascosto?

    Figurati che l'altra sera una persona dello staff di Bono mi ha detto che secondo lui il problema del Movimento piemontese era stata la mia insistenza nel pretendere le webcam alle riunioni e nel raccontare le riunioni sul mio blog, perché così Grillo era venuto a sapere che avevamo un coordinamento piemontese e ci aveva imposto di scioglierlo! Ma stiamo scherzando? Cioè il problema non sono le scelte politiche che facciamo (che poi, davanti a Grillo, bisognerebbe avere il coraggio di difendere) ma il fatto che non collaboriamo tutti a insabbiarle quando vanno male? Io sono veramente molto incazzato su queste cose, sono un segno di immaturità politica molto forte e un tradimento delle nostre promesse agli elettori.

    P.S. Io ieri ho ricevuto un cazziatone via mail in privato per "le puttanate che combini", di cui molte persone si lamenterebbero continuamente. Non ho capito se questa conversazione faccia parte delle "puttanate", ho chiesto di spiegarmi chi si lamenta e per cosa e mi è stato risposto che non posso saperlo perchè sono mail private... fantastico no?

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  11. Scusa se rispondo ora ma ero away e lontano da un pc.

    Sulla questione allenze diciamo che, per come la vedo io, "alleanza" = "siete liberi di lasciare il vostro partito, aderire al non statuto e iniziare a darvi da fare con noi".

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  12. Siete troppo nerd per capire che quanto sognate, lungi dall'essere un passo avanti per l'uomo è la democrazia, è un primo passo in direzione di un nuovo fascismo.
    Ricordo di averlo capito stimolato da un brevissimo racconto di fantascienza negli anni 70. Ero bambino.

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  13. Qui qualche info in più, al di là delle sue chiacchiere, sui reali metodi 'Bertoliani'.... https://www.facebook.com/groups/100583746691512/docs/

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  14. Grazie! Non è che oltre ai docs del gruppo tutti i materiali si scaricano da qualche parte in pdf?

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