giovedì 10 giugno 2010

Oil spill, Cia, Nsa, FEMA: chi doveva avere il piano B?

Alcune cose non le capisco. Dopo l’11 settembre e gli attacchi siamo entrati nella psicosi e tutti quanti siamo diventati bersagli sensibili. Risultato? Procedure di autentificazione per qualsiasi cosa (da noi anche la Pisanu), impronte digitali, metaldetector (l’ultima sono i body scanner) e via dicendo.
Allerte variegate tra sicurezze nazionali, dipartimenti di polizia e protezione civile.
Qualcuno ha fatto notare che in questo modo aumentano i rischi all’esterno: un fanatico può fare fuori molte più persone fuori da San Pietro che dentro, visto che son tutti in fila in attesa di entrare. In questo modo si salvaguarda il tempio della Fede, un po’ meno i fedeli.

Che c’entra tutto questo con la macchina nera, l'oil spill di BP?
Semplice: per voi non è un bersaglio sensibile un succhiapetrolio indifeso in mezzo all’oceano? Puoi tirarci contro tutto quello che vuoi: aerei, bazzicate, battelli di Greenpeace etc etc etc.
Visto che in casi di psicosi si va a pensare anche all’impossibile, a qualcuno sarà venuto in mente una cosa tipo: che facciamo se ci ritroviamo con una piattaforma che si mette a eruttare petrolio in continuazione?

Ok, mi potete dire che CIA pensa solo a come far sì che non succeda. Mi sembra un pensiero un po’ shortminded. E che fa l’NSA?
Però, ecco, qualcosa tipo il FEMA non dovrebbe avere in saccoccia un po’ di piani B in caso di cose tipo l’oil spill, i disastri atomici o i terremoti?

Ecco l'appello:
Caro Obama, se vuoi ti prestiamo la nostra protezione civile. Se li alloggi in zona Las Vegas lavoreranno benissimo.







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