martedì 20 luglio 2010

Political seppukoo sui social network: MarcoMenu e IdVstaff su twitter

Ma cosa succede alla politica in rete? L'IdV dà contro i suoi elettori.

Vi ricordate Berlusconi con le 10 domande di Repubblica?
La storia si ripete, ma stavolta a berlusconizzarsi è la più acerrima opposizione al FraInteso di Arcore: l'IdV.

Lo scomodo interlocutore è MarcoMenu, blogger che si dichiara elettore del'IdV che ha avuto la colpa di fare delle domande al leader del suo partito. Si parlava di questione morale, di come vengono scelti i candidati, di come sia possibile avere delle piacenti signore arriviste che prima fanno da riempi lista e poi passano al PDL.

Ecco il post del contendere a cui segue una breve risposta da @IdVstaff su twitter, subito commentata da Marco.

Su Twitter la voce inizia a girare. A questo punto l'IdV reagisce superando Berlusconi e blocca il suo elettore che gli ha fatto una domanda. Ecco qui il post in cui Marco racconta la vicenda.

La protesta, sempre grazie a Twitter, aumenta e IdV è costretta a precisare di aver bloccato "uno spammer". Marco commenta anche questa volta ed è qui che forse emergono le maggiori difficoltà a stare su internet da parte dell'IdV.

La vicenda, assurda, di un partito che non solo si rifiuta di rispondere a un suo eletto ma lo blocca anche come "spammer" è grottesca. Forse conviene concludere citando @MarcoMenu "Non basta esserci sui Social Networks, bisogna saperci stare" e anche: "La nuova politica, quella che potrebbe dare futuro decoroso all'Italia, spesso è portata avanti da cittadini che i politici ignorano. #fail".

La cosa più dubbia è che l'IdV si è aparta ai blogger collaborando con loro e provando ad "ascoltare la rete". Vorrei sapere da Daniele Martinelli - che, mentre insegue Cota che gli dice "non sono un pubblico funzionario" dice di essere un blogger e di collaborare con l'IdV - che cosa si prova ad avere a che fare con un soggetto politico così ambiguo verso la rete.

Ribadisco la mia solidarietà a Marco e spero che riesca a fare presto pace con il suo partito. #liberatemarcomenu


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8 commenti:

  1. Sinceramente non capisco la ragioni di MarcoMenu: che colpa ne ha l'IDV se candida una persona che si rivela POI essere un'arrivista? La fanciulla dichiara di essere sempre stata berlusconiana DOPO essere entrata nel PDL, può darsi che prima della svolta ripetesse le 10 domande di Repubblica prima di andare a letto. Può darsi che alle prossime elezioni si candidi con la Lega e parli di "roma ladrona", in questo caso sarebbe una colpa del PDL averla candidata? Aver candidato Capezzone è una macchia nei radicali ora che è passato nel PDL?

    Ma soprattutto: stare correttamente in rete significa dover proseguire in discorsi potenzialmente senza fine con il rischio di creare flame che, allora sì, potrebbero ledere l'immagine del partito?

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  2. 1) IdV = legalità.
    Il solo fatto che IdV candidi qualcuno come riempilista sputtana politicamente la linea di rigore e legalità.

    2) Dall'intervista non si capisce troppo bene che fosse berlusconiana solo dopo...

    3) Stare correttamente in rete significa non bannare la gente. Invece che arrampicarsi sugli specchi sputtanandosi (perchè di Twitter e di spammer l'IdV ha capito poco, quando dicono che hanno da rispondere a un sacco di persone e poi vedi che di @ sulla loro pagina ce n'è ben poco ho riso tantissimo) sarebbe bastato dire: "abbiamo sbagliato. Non useremo più riempiliste".

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  3. Ma il punto è proprio questo: chi dice che era una riempilista è la fanciulla DOPO essere entrata nel PDL. Cosa dovrebbe fare Di Pietro, fare test psicologici ad ogni candidato di ogni comune?

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  4. I fatti direi: non ha fatto campagna elettorale e ha preso 24 voti.
    Di certo Tonino non puntava su di lei... e, ups, l'ha usata per fare numero. Quello che chiede Marco - e mi sembra una cosa sensata - è che le candidature non vengano fatte a caso. Questa sbuca dal nulla e si ritrova in lista... Mi puoi dire "lo fanno tutti, così vanno le cose"... ma IdV non vuole essere tutti, soprattutto perchè è lei che parla di questione morale.

    Non servono i test, basterebbe conoscere i propri candidati e non prendere i primi venuti. Per esagerare: non so se alla Lega una cosa del genere sarebbe successa... loro hanno i "militanti" e li candidano... (ok, c'entra poco, ma anche capezzone...)

    Oppure, IdV può continuare a fare così, bloccare la gente (un blogger, categoria di persone che IdV impiega per fare indagini a basso costo...) che ti fa una domanda scomoda, non entrare nel merito etc etc (parliamo sempre di un partito che, se non sbaglio, non fa congressi...) ma rinunciare a parlare di "questione morale".

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  5. Le mie domande erano sulla selezione dei candidati all'interno dell'IDV. Ho mandato e-mail e a Pedica (responsabile della candidatura), Di Pietro, Sonia Alfano, Luigi De Magistris, ma ad ora, non ho avuto risposte in merito.
    Nessuno ha lanciato "flame", semplicemente volevo sapere cosa aveva da dire l'IDV in merito alle dichiarazioni di Federica Gagliardi. Non ho avuto risposte e ho continuato a fare le domande. Quando lo fa Repubblica è un grande esempio di giornalismo, se lo fa un cittadino diventa uno spamming. Coerenza?
    Io non ho dato giudizi in merito, solo posto domande. Perché c'è ancora chi si ostina a non voler capire la differenza?

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  6. Ho seguito e appoggiato Marco fin dall'inizio di questa spiacevole storiaccia e trovo che il comportamento dell'Idv sia stato un Boomerang politico...ma sono anche convinta che l'On.Di Pietro non sà neppure che esiste un Marco Menu! Purtroppo è l'apparato del partito che si occupa di queste cose e non certo Di Pietro in persona! Non mi sembra comunque il caso di criminalizzare un intero partito,che si batte davvero bene,per colpa di una sciocchezza fatta da un burocrate dell'ufficio stampa o delle P.R.

    Il vero bersaglio rimane Berlusconi!!!
    Non facciamo il suo gioco!!!

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  7. Vorrei mettere in chiaro una cosa: il problema principale a mio parere è la non-risposta alle domande di un cittadino, poi, ma solo per spiacevole riflesso, anche i modi con cui lo si è messo a tacere.

    @Psykopratika Di Pietro mette la sua faccia, il suo nome e tutto il resto, pertanto è responsabile delle azioni compiute dal suo staff, nel bene e nel male. Quando lui confermerà che c'è stato un errore e si dissocerà correggendo l'operato del suo staff, allora quello che tu dici avrà un senso. Per ora tutto ciò non è avvenuto.
    Regna il più assoluto silenzio: il blocco di un cittadino e l'ignoramento di molti altri, che continuano a fare le stesse domande, contrastano fortemente con le parole di chi ogni giorno continua a dichiararsi "dalla parte dei cittadini".

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  8. A livello politico un partito che ammette di aver commesso una "leggerezza" sarebbe una novità assoluta. Chissà...

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