giovedì 30 settembre 2010

IMMI, legge sbavaglio e fatto quotidiano.

Piccolo post per ringraziare Federico Mello e la redazione del fatto che ieri ha segnalato la mia traduzione della legge sbavaglio nella sua rubrica "Mondo web".

Spero che in questo modo chi passa da qui apposta per rintracciare la IMMI riesca a trovarla. Ho anche aggiunto un pulsante da qualche parte sulla destra per facilitare l'accesso alla traduzione. Federico mi lusinga chiamandomi "blogger", ma temo che i blogger ne sappiano qualcosina di più di html, grafica e design.
Per ora non posso che metterci i contenuti migliori che posso. Sul contenitore, purtroppo, c'è ancora parecchio da lavorare.


Post correlati
IMMI - traduzione della legge sbavaglio 
Manifestazione novarese contro il bavaglio
Nichi Vendola sa stare su internet?
Brunetta sa stare su internet?

Twitter e i politici

domenica 19 settembre 2010

TwiNtterVISTA @MarcoMenu

Dopo parecchio, rieccoci con le TwiNtterVISTE.
L'ospite (o lo spammato di DM, vedete voi) di questa volta è @MarcoMenu noto soprattutto come "quello bannato dall'IdV" di cui avevo già parlato in questa occasione. Oltre al blocco si parla rete, giornalismo partecipativo, cittadinanza attiva, metodi per retribuire gli utenti produttori di contenuti, foto rubate e diritti non pagati, direttori di Reset resettati causa imminente candidatura IdV... ok, la smetto. Iniziamo!

ES: Twintervista a rilento ma ci proviamo? N°1: mi fai una breve storia del blog prima del blocco?
MM: Onorato e sempre disponibile per la twintervista, iniziamo... Una Voce tra le Onde è online dal 2007, vorrei che leggessi il primo post, una sorta di editoriale ancora attuale http://bit.ly/a43gAc. Libertà di pensiero, espressione e confronto: queste le basi della mia filosofia di vita, e non mi limito al blogging http://bit.ly/cFQZtI

ES: beccato su anobii. Come va con eretici digitali? Tu lo sei?
MM: Condivido certe visioni di Russo e Zambardino, altre decisamente no. Sono d'accordo con l'idea di base: giornalismo e rete devono dialogare.

ES: Sono curioso: il decisamente no che cos'è? La parte su fondi e pubblicità?
MM: Anche loro sono mossi da interessi di casta. Il giornalismo non è più esclusiva dei giornalisti. Tutti hanno diritto a una retribuzione.

ES: Il ragionamento fila ma... sei così ottimista con l'umanità da dire che tutti possono fare i giornalismo? (Certo, se lo fa Minzolini...).
MM: No, ma tutti possono produrre contenuti, e se un giornale li utilizza deve retribuire. Invece il web viene sfruttato. Troppo facile così.

ES: che modello proponi per retribuire i produttori di contenuti? Flattr?
MM: Flattr è una possibilità. Gli strumenti non mancano, e non mancherebbero nemmeno le risorse. E' un problema di mentalità. Vuoi un esempio?

ES: Esempio (soprattutto sulle risorse...)! e già che parli di ottusi, hai un tweet e un link per accennare al blocco :)
MM: Ai quotidiani non mancano risorse. Basterebbe riorganizzarle. Una rivista tedesca mi pagò per 1 foto su Flickr, in Italia me l'hanno rubata. Non ho capito: ti serve un tweet o un post dal blog dove racconto la faccenda del blocco?

ES: un tweet che introduce il post sarebbe fichissimo. Ma come preferisci, son mica @idvstaff. E poi mi linki (e racconti) della foto?
MM: Banalmente questo tweet con link al post http://bit.ly/dcQ1fw. La questione della foto è raccontata qui http://bit.ly/au8WhR

(Marco mi ha autorizzato a "rubargli" la foto: la trovate qui con tutto il resto del post)


ES: e adesso è tempo di parlare del blocco (e anche delle tweet reazioni)
MM: Il blocco di @idvstaff arriva mercoledì 14 luglio (ore 18 circa), in seguito alle mie ripetute domande sui criteri di candidabilità dell'IDV. Le reazioni sono state di supporto. Molti tweeters hanno chiesto a @idvstaff di sbloccarmi e rispondere, purtroppo, a oggi, senza successo. Ma c'è anche chi ha scritto che me lo meritavo, che sono un rompiscatole, che il problema è Berlusconi, non Di Pietro.
C'è chi mi è andato contro in pubblico e poi in privato mi ha detto che pensa di candidarsi con l'#IDV, quindi doveva farlo per forza. Ci sono blogger come te che hanno dato spazio alla vicenda, e altri più "famosi" (ByoBlu e Grillo per esempio) che mi hanno ignorato. Quotidiani come Il Fatto, Repubblica e molti altri allo stesso modo non hanno mai risposto alle segnalazioni. Tutto questo fa riflettere.
E' evidente che se un politico imbavaglia un cittadino dandogli dello spammer, per aver fatto delle domande politiche, qualcosa non va. Qualcosa non va nel modo in cui politici, blogger e giornali interagiscono con i cittadini. Molti parlano di rete, ma pochi l'hanno capita. Forse è il primo caso di blocco politico di un cittadino su Twitter. E arriva proprio da @idvstaff. Nemmeno @sandrobondi aveva osato tanto.

ES: Non resisto. Ti scaglierai contro questi “probiviri” IDV che ti criticano solo perché si vogliono candidare?
MM: Ho già rotto i rapporti con @reset_italia proprio per questo motivo. Bisogna guardarsi intorno, anche in rete i "populismi" non mancano.

ES: si candida il sito? o il suo "direttore"? e con @giornalettismo e @agoravox è andata meglio?
MM: Il direttore di @reset_italia Paolo Margari: puoi leggere la discussione qui http://bit.ly/bFZBXy. Ora sto valutando altre collaborazioni.

ES: ma se si va a votare a breve (cosa dice il tuo totogoverno quando si va?) voti scheda bianca?
MM: La verità è che nessuno vuole le elezioni, nemmeno la Lega. Scheda bianca? Mai. Voterò valutando candidati e programmi come ho sempre fatto.

ES: domanda: hai mai pensato di porre la domanda così... Perchè #IdV che fa della legalità la sua bandiera usa dei riempilista prestanome?
MM: Un riempilista non è illegale, semmai può essere immorale. E' un problema di meritocrazia e militanza, doti per me essenziali in politica.

ES: Condivido le modalità di voto... ma come si fa a renderle pratica diffusa?
MM: Coltivando una coscienza critica sociale in ogni ambiente: famiglia, scuola, informazione. Il dubbio è alla base della democrazia.

ES: lo so che il riempilista è legale. Mi sembra incoerente utilizarlo se parli di trasparenza e di "legalità" in termini di "questione morale"
MM: Il punto è proprio questo: bisogna andare oltre gli slogan e verificare l'operato dei politici. Conosci Open Polis? http://bit.ly/dl6CTu

ES: hai adottato Di Pietro?
MM: Personalmente seguo il sindaco di Oristano (Nonnis) e il Pres. sardo (Cappellacci). OP è l'esempio di rete che vorrei: attiva e informata.


Come finisce la storia? Ovviamente con un nuovo inizio: http://bit.ly/cvVXjm

...attento Pierluigi!

Post correlati

giovedì 2 settembre 2010

Vendola, fabbriche, Ikea.

Da un po' - ora che il PD si seppuka peggio dell'IdV con la rete - mi diletto a cercare soluzione con quello che chiamo "il problema (di) Vendola".

Funziona così: metti che hai un prodotto che localmente vende e funziona benissimo. Come fai a radicarlo altrove e a farlo diventare un marchio nazionale superando i singoli confini locali (in cui eccelle)? Ok, forse l'ho messa giù in termini che sono più familiari a un venditore di patate che a un politologo. Diciamo che sto cercando di imparare qualcosa da anni e anni di successi berlusconiani? ;)


(credits per la foto: http://gianlucapizzolla.blogspot.com/2010/07/o-tempora-o-mores-vendola-per-battere.html)

Ci riprovo. Vendola è bravissimo e fa le buche, purtroppo è il top solo nella sua zona (Puglia dove Vendola  2 tutti gli altri 0). Me ne sono accorto vedendo le facce alla "Chi?" dei i miei parenti pensionati quando gli dicevo che, tra i volti nuovi, non c'era solo Renzi.

La soluzione è stata: abbiamo il nostro modello (le fabbriche, un tempo era EmilLab come spiega assai bene @doonie con le sue slide). Diffondiamo e replichiamo quello.

Mettiamo che il modello funzione e si diffonde viralmente. Si radica sul terriorio. In Italia (e nel mondo). C'è addirittura il problema delle fabbriche farlocche... tutta manna dal cielo per gli organizer della Vendola campagna...
E così ogni fabbrica fa il suo "Vendola" con il miglior materiale locale. La fabbrica scopre tutto del territorio in cui è insediata e si mette a lavora a livello locale per migliorare le cose.

La missione però, se ho capito bene dove vuole arrivare Vendola, è avere Vendola come candidato n°1 di tutti quelli che non si riconoscono nel berlusconismo. (Diverso da quelli che oggi fanno il PD, ma appoggiato dal PD).

Ecco il nuovo problema:

COME COORDINI TANTE FABBRICHE EXTRA-POWER E STRUTTURATE A LIVELLO LOCALE PER VINCERE A LIVELLO NAZIONALE (E MAGARI EUROPEO)?

Come si fa a coordinare tante fabbriche con un messaggio vincente a livello locale in un soggetto che vinca al livell superiore (dalla Puglia, all'Italia, all'Europa etc etc)?

L'idea sarebbe quella di coordinare le fabbriche per farne una cosa tipo l'Ikea, cioè una metafabbrica che si impone a livello mondiale. Tra l'altro una metafabbrica in cui gli utenti pagano per fare poi il lavoro da te (il mobile non si monta in automatico).
Ok, forse questo risvolto della soluzione Ikea è fin troppo berlusconiano. Eppure questo fanno i volontari: montano il consenso al posto del partito evitando che debba bussare porta a porta (vero Bersani?).

Marketing a parte, il problema rimane.

Idee?


Post correlati:
Suicidio IdV in rete: bloccato un loro elettore su Twitter
Nichi Vendola sa stare su Internet?