venerdì 26 agosto 2011

Book sharing integrato nelle biblioteche

Non so come sia la situazione delle biblioteche comunali in Italia, però cose tipo anobii (che ultimamente è down spesso e volentieri) o le recensioni sui siti dei libri testimoniano che di gente che legge ce n'è abbastanza e, soprattutto, che vengono letti anche libri introvabili in biblioteche comunali (vuoi perchè troppo tecnici o perchè troppo recenti).

La conclusione quindi è abbastanza semplice. Mettiamo che questi proprietari di libri siano disposti a prestarne una parte a patto che il libro torni indietro in condizioni ottimali (il prestatore decide cos'è ottimale per lui, of course). La cosa non è così assurda: ma preso in prestito/scroccato libri ad amici o dato/perso qualche libro in prestito? Senza contare il fenomeno dei libri doppi i dei libri di cui ci si vuole sbarazzare...
Mettiamo che un Comune, davvero interessato ai cittadini, faccia da garanzia per i prestatori, aiutando a superare lo scetticismo e la memorie di brutte esperienze con libri scomparsi. Mettiamo anche che colga l'occasione per lanciare Internet e, in cambio del suo fare da garante e consentire a tutti di sharare libri, chieda a chi prende i libri in prestito una recensione o un commento da mettere online.

Ecco fatto. Si crea un database di conoscenza (i libri prestabili e le recensioni) e uno spazio culturale e d'incontro (io ho questo libro, te lo porto domani nel posto X, poi tra un mese me lo riporti tu in Y).
Se si considera poi quello che gli studenti sono in grado di recuperare online nel magico mondo di ebook e dispense un Comune che riuscisse a fare una cosa del genere avrebbe un vero catalogo bibliotecario esteso.

La cosa è assai WIRED, però ci sono tre punti teorico/pratici da sistemare: 

  1. esiste un Comune così recettivo?
  2. (duale) esistono cittadini così partecipativi?
  3. che razza di tutela deve essere messa in atto per i prestatori?

Nessun commento:

Posta un commento