lunedì 21 luglio 2014

Teo Musso: visita al Birrificio Baladin o lezioni di startup

Le birre Baladin non sono solo un'esperienza da gustare, ma possono essere anche un'esperienza da visitare.
Già, il mondo Baladin può essere infatti visitato la domenica mattina (gratuitamente!) e a portarvi a spasso ci sarà Teo Musso, il fondatore, inventore e artefice del movimento birraio italiano.

In attesa di fare la visita, c'è anche il libro  Baladin. La birra artigianale è tutta colpa di Teo da cui si può iniziare a sentire parte della storia che vi verrà raccontata.

A sentire parlare Teo si entra in un mondo che forse potrebbe essere una storia da Wired o una lezione su come si fa una startup. Prima dell'inizio della visita Teo si fa un caffé e chiede ai vari partecipanti da dove viene e non manca di dire ai "locali" del paese vicino che a Dogliani c'è suo fratello e pezzi di famiglia.
Poi si parte, per un viaggio che dura due ore e mezza.

Si comincia con una frase tipo "sono circa le 11, la messa può cominciare. Qui a Piozzo ogni domenica mi ritrovo col parroco e facciamo a gara a chi ha avuto più fedeli in visita. Poi ci mettiamo a parlare di come convincere Francesco a sostituire il vino della messa con la Xyauyu". Grande inizio!

Il resto della visita è il racconto di una vita e di una passione, con tutti gli alti e bassi del caso, assaggi di birra impensata e scoperte su quanto possa essere strana l'Italia.

Teo, tra mille progetti commerciali, birrai e di sostenibilità (fare birra tutta italiana, artigianale, con una gestione autosufficiente dell'energia) riesce anche a dedicarsi alla politica.
Cerca di spiegare a Renzi come la birra artigianale possa rilanciare un paese, insiste col ministro dell'agricoltura Martina per avere una definizione che certifichi l'esistenza della birra artiginale (per ora non c'è, ed anche gli industriali "cadaveri in bottiglia" per la legge risultano artigianali) e propone a Padoan un modo per tassare i birrifici indipendenti in modo progressivo, così da poter competere a livello Europeo.

Che dire... che si vuole di più?

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